Il dolore
Il sindaco: l'atto è illegittimo
Ma c'è cautela sul da farsi: si teme il commissariamento
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LIVORNO. Grande cautela, ma anche la consapevolezza che - volendo - ci si potrebbe opporre alla richiesta del ministro e insistere su Piccini. Il sindaco Cosimi non dice quello che intende fare: molto dipenderà anche dal destino del governo. Preferendo limitarsi, nelle sue dichiarazioni, ai sostanziosi dubbi di legittimità dell'atto ministeriale. «La nota del ministro - dice Cosimi - è arrivata alla scadenza dei trenta giorni e questo rivela una scadente volontà di leale collaborazione. L'atto con cui è stata chiesta una nuova terna non contiene motivazioni. La questione si pone su un terreno di legittimità». Stamani Cosimi si sentirà con il presidente della Provincia Kutufà per concordare un atteggiamento comune. A ieri sera l'idea era quella di attendere l'esito del dibattito parlamentare del 14 prima di decidere se accogliere la richiesta del ministro o impugnarla davanti al Tar. Se da una parte c'è un dovere di lealtà e di coerenza nei confronti di Piccini, dall'altra si teme che uno scontro istituzionale spalanchi le porte al commissariamento del porto: lo spettro che tutti vogliono evitare. «Premesso che ancora non ho ricevuto nessuna lettera - commenta il presidente della Provincia Giorgio Kutufà - non posso che manifestare preoccupazione, perchè i tempi della procedura sono stretti e le ripercussioni di una probabile crisi di governo rendono più vicino e forte il rischio di un commissariamento». Chi non usa mezzi termini è Gianfranco Lamberti, che sprona gli enti livornesi a reagire. «La mancata riconferma di Piccini sarebbe una prepotenza unica in Italia. Mi aspetto una reazione forte e coerente. Se non venisse contestata la richiesta di una seconda terna, sarebbe la dimostrazione di quello che vado dicendo da tempo: che qualcuno finge di sostenere Piccini». Nessun commento, infine, dal presidente della Camera di Commercio Nardi, anch'egli respinto dal ministro, così come da Piccini. C.M.
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