Toscana
«Gestione degli alloggi assurda»
Giorgio Pasquinelli
◗
Daria Faggi, portavoce dellUnione Inquilini Unione inquilini sul piede di guerra con il Comune
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. La rottura è completa. Adesso è chiaro che non c'è più possibilità di dialogo fra l'Unione Inquilini e l'amministrazione comunale. La responsabile dell'Unione Daria Faggi è categorica e dichiara a più riprese guerra al sindaco e ai suoi assessori. Dopo il botta e risposta dei giorni scorsi, dovuto all'impossibilità di trovare un alloggio a una famiglia rom, le ultime parole di Daria Faggi fanno capire che non ci sono più possibilità di mediazione con la pesante accusa all'amministrazione di non saper gestire il territorio». Basterebbe questo per rompere le "relazioni" con Palazzo Civico. Ma Daria Faggi continua dicendo: «Le soluzioni non si vogliono trovare. Le famiglie non possono più essere chiamate sfrattate, ma sfollate. Siamo di fronte a una tragedia". La dirigente dell'Unione Inquilini, continuando a parlare, mostra una lista di edifici messi in vendita dal Comune (l'elenco è uscito sul nostro giornale nei giorni scorsi) e attacca l'amministrazione: «Come possiamo vedere gli alloggi ci sono ma vengono venduti per ripianare, in questo caso, i debiti delle società sportive. Che giustizia è questa?». Quello che però più preoccupa l'Unione Inquilini è che presto il numero di sfrattati aumenterà ancora dopo il 15 dicembre. Soluzioni? «Nessuna, se non occupare le abitazioni - dice la Faggi, senza però preoccuparsi di aggiungere che si tratta di un reato - Atto che noi riteniamo giusto e lo dimostreremo perché non ci fermiamo alle parole: non sosterremo chi occuperà gli edifici Erp, mentre gli sfrattati che occuperanno le case di proprietà del Comune presenti nelle liste dei complessi in vendita potranno contare sul nostro aiuto». E infine, la responsabile dell'Unione Inquilini tira in ballo il caso Lucarelli sostenendo che è da anni che a Livorno ci sono queste difficoltà e che la sua organizzazione, nel corso del tempo, ha cercato più volte di combattere, "ma non si può accusare solo la famiglia Lucarelli, il problema è più profondo e radicato nel tempo". Ma per evitare tutto questo non servono più controlli? «No -risponde la Faggi- i controlli sarebbero inutili perché le persone hanno i requisiti per stare nelle case popolari. Anche la moglie di Lucarelli essendo separata ha probabilmente le caratteristiche giuste. I controlli andrebbero fatti quando queste persone decidono di comprare queste case: come possono riuscirci con una pensione da 800 euro il mese?». Fra le tante facce tirate dei presenti, c'è però chi riesce a sorridere e a far sorridere: "Stiamo pensando di chiamare il Gabibbo"- dice qualcuno...
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
