Gioco
Popolo delle barche sul piede di guerra: così non ci spostiamo
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A sin., il porto, mediceo; sopra Mantellassi; in alto, i danni del maestrale nel 2007 all’accosto 743 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Dal porto Mediceo e dai fossi ce ne andremo solo quando saranno pronte e operative le altre aree di ormeggio. E si badi bene che il trasloco non dovrà essere oneroso per i circoli, ma le attrezzature dovranno essere sistemate dall'amministrazione, con tutte le opere di difesa necessarie. Altrimenti resteremo dove siamo adesso». Piero Mantellassi, presidente del Consorzio nautico dei Fossi di Livorno non usa mezze misure per spiegare i risultati della riunione di giovedì, dove tutti i circoli aderenti al consorzio hanno discusso della situazione che si è venuta a creare dopo l'approvazione in consiglio regionale della variante del piano regolatore che in pratica dà il via libera ai lavori per realizzare il porto turistico che verrà gestito da Azimut-Benetti.
Un'opera che comporterà il trasloco delle circa 700 barche che attualmente sono sistemate nei vari ormeggi del Mediceo, e che, come ha spiegato l'Autorità portuale, dovranno essere sistemate all'accosto 75, o, per meglio dire, nel bacino di Levante, lo specchio di mare davanti al bacino di carenaggio. Una soluzione che non ha suscitato alcun entusiasmo nei circoli, che ricordano ancora, e bene, il disastro del 2007, quando una maestralata si accanì contro le barchette che erano state sistemate in via provvisoria all'accosto 75 causando danni ad imbarcazioni e pontili. Mantellassi, come presidente del Consorzio, si fa portavoce delle pesanti perplessità dei circoli, compresi quelli dei Fossi, sui traslochi che dovrebbero interessare la nautica livornese: «Abbiamo avuto una riunione d'urgenza - sottolinea - e abbiamo deciso che a questo punto certi problemi diventeranno di stretta competenza dell'Amministrazione, e come tale noi intendiamo sia l'Autorità Portuale che il Comune di Livorno. Questo nel senso - prosegue il presidente del Consorzio - che sarà compito di questi enti di organizzare tutto quanto in vista di un eventuale trasloco. Se noi eravamo pronti a risolvere questo problema con il progetto della Bellana, e si badi bene non ad appropriarci di quella zona, adesso vorrà dire che ci penserà qualcun'altro.
Noi non abbiamo nulla contro porti turistici gestiti da altri e riqualificazioni dei Fossi, ma va ricordato che siamo titolari di concessioni regolarmente pagate. E al momento stiamo benissimo dove siamo». E a questo punto Mantellassi affronta l'argomento trasloco. «Sia ben chiaro - chiosa il presidente del Consorzio - che nessuno dei circoli si sposterà se prima non avremo garanzie precise di una sede definitiva. Poi questa zona dovrà essere sistemata in modo che non ci siano rischi per le nostre barche, altrimenti non ci sposteremo neppure in questo caso». Ma Mantellassi aggiunge anche che se l'Amministrazione vorrà traslocare le barche della piccola nautica in altre zone, dovrà mettersi in testa che le spese saranno a suo carico. «E che non pensino di spostarci a tranche, magari mettendoci nelle mani di chi gestirà il nuovo porto turistico. E sia chiaro - conclude - che se le nostre condizioni non fossero accolte, noi rimarremo dove siamo ora». R.C.
Un'opera che comporterà il trasloco delle circa 700 barche che attualmente sono sistemate nei vari ormeggi del Mediceo, e che, come ha spiegato l'Autorità portuale, dovranno essere sistemate all'accosto 75, o, per meglio dire, nel bacino di Levante, lo specchio di mare davanti al bacino di carenaggio. Una soluzione che non ha suscitato alcun entusiasmo nei circoli, che ricordano ancora, e bene, il disastro del 2007, quando una maestralata si accanì contro le barchette che erano state sistemate in via provvisoria all'accosto 75 causando danni ad imbarcazioni e pontili. Mantellassi, come presidente del Consorzio, si fa portavoce delle pesanti perplessità dei circoli, compresi quelli dei Fossi, sui traslochi che dovrebbero interessare la nautica livornese: «Abbiamo avuto una riunione d'urgenza - sottolinea - e abbiamo deciso che a questo punto certi problemi diventeranno di stretta competenza dell'Amministrazione, e come tale noi intendiamo sia l'Autorità Portuale che il Comune di Livorno. Questo nel senso - prosegue il presidente del Consorzio - che sarà compito di questi enti di organizzare tutto quanto in vista di un eventuale trasloco. Se noi eravamo pronti a risolvere questo problema con il progetto della Bellana, e si badi bene non ad appropriarci di quella zona, adesso vorrà dire che ci penserà qualcun'altro.
Noi non abbiamo nulla contro porti turistici gestiti da altri e riqualificazioni dei Fossi, ma va ricordato che siamo titolari di concessioni regolarmente pagate. E al momento stiamo benissimo dove siamo». E a questo punto Mantellassi affronta l'argomento trasloco. «Sia ben chiaro - chiosa il presidente del Consorzio - che nessuno dei circoli si sposterà se prima non avremo garanzie precise di una sede definitiva. Poi questa zona dovrà essere sistemata in modo che non ci siano rischi per le nostre barche, altrimenti non ci sposteremo neppure in questo caso». Ma Mantellassi aggiunge anche che se l'Amministrazione vorrà traslocare le barche della piccola nautica in altre zone, dovrà mettersi in testa che le spese saranno a suo carico. «E che non pensino di spostarci a tranche, magari mettendoci nelle mani di chi gestirà il nuovo porto turistico. E sia chiaro - conclude - che se le nostre condizioni non fossero accolte, noi rimarremo dove siamo ora». R.C.
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