Gioco
Dai giochi riciclati l'aiuto per sconfiggere l'Aids
Il Rigiocattolo della Comunità di Sant'Egidio salva i piccoli africani
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LIVORNO. La solidarietà sotto il segno dei giocattoli usati: anzi, riciclati. I bambini livornesi in questi mesi li hanno raccolti nelle scuole o portato direttamente al laboratorio della Comunità di Sant'Egidio, dove decine di persone di tutte le età si sono alternate nel pulire, aggiustare, ricostruire, restaurare i giocattoli usati che così sono diventati "rigiocattoli". Ecco in che modo il "Rigiocattolo" della Comunità di Sant'Egidio ha tenuto banco: prima nella lunga fase preparatoria e adesso sotto la volta della Galleria Cairoli. I vecchi giocattoli raccolti fra i bambini, poi risistemati e rimessi in circuito sono serviti a raccogliere i fondi da destinare al Progetto Dream finalizzato alla cura dell'Aids in Africa. Tutto il ricavato del "Rigiocattolo" - viene sottolineato dalla sede della Comunità di Sant'Egidio - se ne va in questo programma terapeutico e di assistenza socio-sanitaria ambizioso, capace di aiutare tanti (soprattutto donne e bambini) a vivere meglio: 98mila pazienti in cura in 10 diversi paesi, 36 centri e 18 laboratori di biologia molecolare. Con un bilancio che sul piano umano non ha uguali: nell'arco di dieci anni il progetto ha consentito a 11.700 bambini di nascere sani da madre sieropositiva. Eppure non servono più di 500 euro per far nascere un bambino non infettato dal virus dell'Hiv e ne bastano 600 per garantire la terapia per un anno ad un malato. Nel "Rigiocattolo" - in agenda anche all'Istituto Comprensivo Bolognesi il 13 dicembre dalle 14.30 alle 18 - la Comunità di Sant'Egidio si avvale del contributo della Fondazione Cassa di Risparmi, del Cesvot, dell'Istituto comprensivo Bolognesi e della Libreria Gaia Scienza.
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