Il Tirreno

Livorno

Maurizio Lucarelli chiede scusa

«È stato uno sfogo rabbioso». Cristiano: nessuna truffa, lo proveremo

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 LIVORNO. Cristiano Lucarelli, affiancato dal padre Maurizio, ha convocato ieri pomeriggio una conferenza stampa per spiegare la posizione della famiglia in merito all'inchiesta della Guardia di Finanza sulla casa popolare di via dell'Antimonio a Shangai (attualmente sotto sequestro preventivo).  Alla conferenza sono state convocate tutte le televisioni locali e un quotidiano ma, inspiegabilmente, non il Tirreno che, in questi giorni, ha fatto solo il suo dovere pubblicando gli atti dell'indagine.  E veniamo al contenuto di questa conferenza. Stando alle informazioni raccolte, a prendere la parola è stato solo Cristiano Lucarelli (che, come più volte ribadito dal Tirreno, non è coinvolto nell'inchiesta) il quale ha spiegato che i suoi familiari sono sereni e soprattutto certi di dimostrare l'estraneità a tutte le accuse.  Sempre secondo quanto riferito, Lucarelli ha spiegato che la madre, Franca Bussotti, da anni separata dal marito, ha tutt'ora i requisiti per abitare - a pieno titolo - in un alloggio popolare e che comunque, nel 2006, era stata presentata domanda per acquistare quella casa di Shangai a cui sono legati i ricordi e gli affetti di tutta la famiglia Lucarelli.  Una casa in cui Cristiano e Alessandro sono cresciuti e dove l'ex bomber amaranto ha anche rilasciato molte interviste nella sua carriera di calciatore. Questa richiesta, però, non avrebbe ricevuto risposta né da Casalp nè dal Comune.  Sulle accuse mosse ad Alessandro, che avrebbe utilizzato l'indirizzo della casa popolare della madre come sede della sua società immobiliare Mac, Cristiano ha precisato che il fratello aveva indicato quell'indirizzo solo per comodità quando militava in una squadra del sud. Insomma, quella casa non era la sede di alcuna società.  Cristiano Lucarelli ha poi letto la lettera che il padre Maurizio ha scritto per scusarsi con i livornesi dei giudizi rilasciati nell'intervista pubblicata dal Tirreno: «Sono state frasi rabbiose e poco felici, non posso che chiedere scusa. Chiedo scusa a tutti e in particolare ai dipendenti Unicoop e a tutti coloro che vivono nelle case popolari».  Per Cristiano Lucarelli, da una parte c'era una persona che intervistava, dall'altra una persona che invece si sfogava e diceva le cose alla livornese.  Da parte nostra non possiamo che confermare quanto abbiamo pubblicato e dimostrare che quelle parole sono state dette testualmente da Maurizio Lucarelli.

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di Redazione web