Gioco
Svolti quasi 5mila interventi in un anno: spenti due incendi al giorno
Vigili del fuoco, pochi ma amati «Sempre più vicini ai cittadini»
Lara Loreti
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POMPIERI IN FESTA. I vigili del fuoco giocano con le unità cinofile in via della Madonna, in occasione della festa di Santa Barbara, protettrice del corpo. Al centro le autorità civili e militari intervenute alla manifestazione. A destra un momento ludico dellesibizione delle unità cinofile del corpo 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Il vigile del fuoco livornese? Un po' polemico ma dà l'anima. La nostra soddisfazione è andare in giro per lavoro e sentire l'affetto e la stima della gente. Questo accade quotidianamente e noi ci sentiamo sempre più vicini ai cittadini». A parlare Lamberto Calabria, comandante provinciale dei vigili del fuoco. Il dirigente parla a margine della cerimonia dedicata alla protettrice del corpo, Santa Barbara, ieri alla chiesa della Madonna. E loda i suoi uomini: «La caratteristica principale del personale è lo spirito di abnegazione - dice il numero uno della caserma di via dei Pelaghi - Il problema vero è che siamo pochi e non ci sono soldi: siamo carenti del 30-40% del personale. I miei uomini fanno i salti mortali per coprire tutti i turni: siamo costretti a spostare gente anche nelle sedi della provincia. E spesso accadono delle cose che fanno passare la voglia di fare tanti sacrifici... I vigili dovrebbero essere 250, in realtà sono poco più di 200. Mancano soprattutto i gradi più alti (8 invece di 12). E l'età media è molto alta, intorno a 45 anni». Nell'ultimo anno i pompieri hanno fatto quasi 5mila interventi, di cui 770 per incendi, 424 per danni da acqua, 336 per dissesti statici e 168 per incidenti, più la prevenzione. Il comandante sottolinea che spesso il personale è costretto a fare gli straordinari, ma poiché non ci sono soldi per pagare tutte le ore in più, è necessario prendere dei permessi extra. Calabria racconta un aneddoto: «L'altro giorno sono andato a mensa e ho visto tanta gentein servizio, allora ho chiesto: cosa è successo, come mai siamo così tanti? Non c'erano assenti e addirittura, cosa che non accade mai, siamo riusciti a fare tre squadre di pronta partenza. Neanche a farlo apposta, si sono presentate tre emergenze in contemporanea. Allora mi chiedo: cosa sarebbe successo se avessimo avuto una sola squadra disponibile?». Un interrogativo che per ora resta aperto.
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