Gioco
Quelle belle voci che hanno viaggiato nella nostra storia
Ludovica Monarca
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La Corale Guido Monaco e sopra foto di gruppo depoca per i dirigenti della Guido Monaco 4 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. La stazione di Livorno è piena di cittadini in festa che attendono con ansia il ritorno dei loro "eroi". C'è addirittura la banda, pronta a scortare i vincitori lungo le strade della città. Il treno tanto atteso arriva ed ecco che, mentre i festeggiati scendono, esplode la gioia cittadina. Ma chi sono? Un squadra che ha appena vinto uno scudetto? No, sono cantanti, o meglio, coristi. Ed è un ricordo di una Livorno che non esiste più, una Livorno di cento anni fa. Quelli "eroi" sono i componenti della Corale Guido Monaco di ritorno da un concerto a Pavia, la stessa corale che proprio in questi giorni festeggerà i suoi 110 anni. Forse è un'immagine che ad oggi può far sorridere ma, l'intera comunità cittadina viveva allora estremamente a contatto con le espressioni che generava, nel bene e nel male; come si diffondeva sorprendentemente rapida la notizia di un fatto di sangue, così l'essere concittadini di Pietro Mascagni inorgogliva tutti, e così anche i successi che il Coro conseguiva nei vari concerti e manifestazioni erano occasione di cortei e festeggiamenti. E di successi la Corale Guido Monaco ne ha collezionati talmente tanti che elencarli è praticamente impossibile. Nata agli inizi del 1900 da un gruppo di circa cento fondatori, tutti uomini ed in prevalenza operai, modesti impiegati, piccoli commercianti che rappresentavano il tessuto vivo e autentico della città, ha subito un grande successo. E' da poco finito il 1800 e, nonostante molti dei teatri che erano nati nel periodo di massimo clamore per la lirica stiano chiudendo, la Corale riesce mantenere vivo l'amore cittadino per la musica, l'espressione artistica. Sono anche anni di forte analfabetizzazione, la maggior parte delle persone ha un'istruzione ridotta e così l'attività del Coro ha anche un grande risvolto sociale dando la possibilità a chiunque di avvicinarsi a un mondo che sembrava inaccessibile ai più. L'arrivo della prima guerra mondiale mina, ma non distrugge l'anima del Coro e così si arriva al 1928, anno della prima grande svolta: le donne entrano a far parte della Guido Monaco. I ceti medio alti della città, al femminile, si incontrano con gli operai che sacrificavano ore di sonno e di riposo per cantare e si aprono, artisticamente e socialmente, nuovi orizzonti. Sono anni di splendore su cui presto però cala l'ombra del fascismo e della guerra. La distruzione del Teatro San Marco, sede della Corale, è per i coristi la fine di un'epoca: Livorno diventa una città da ricostruire, il tempo per la musica è poco e cambia anche il modo di fruire dell'attività culturale. Bisognerà attendere gli anni Ottanta per assistere a una svolta. I nuovi direttori artistici, Stefano e Andrea Visconti, non si accontentano del repertorio puramente divulgativo e, senza negare la tradizione lirica della Corale, riscoprono la musica barocca e rinascimentale le quali però necessitano inevitabilmente di una formazione. Il Coro assume così per la prima volta la dimensione professionalizzata che noi oggi conosciamo e grazie alla quale Livorno continua ad essere una città dalle grandi formazioni corali. A raccogliere e sviluppare la ventata di novità portata dai giovani Visconti è Paolo Filidei, direttore artistico della Corale dal 2001, che ha recentemente creato il primo coro multietnico a livello nazionale, aprendo così le porte anche a repertori di altre culture, espressioni delle numerose comunità di stranieri presenti nel territorio."Il mio motto è "Sì alla formazione, ma no alla nicchia"", spiega Filidei,"Purtroppo negli anni la società sembra essersi allontana dalla musica corale, lirica e polifonica. Eppure la musica è un grande mezzo di comunicazione. Uno dei suoi doveri è quindi quello di mettersi al servizio di altre cause e collaborare con altre forme artistiche, anche in funzione della valorizzazione delle istituzioni e della realtà che vivono nel territorio". Per festeggiare i suoi 110 anni di impegno artistico e sociale questa domenica, 5 dicembre, dalle 16.45 al centro artistico Il Grattacielo, la Corale di esibirà in vari concerti attraversando le tappe fondamentali della sua storia. Saranno inoltre presenti la Società di Danza-Circolo livornese e il Teatro musicale per bambini. "Una domenica in onore di quel patrimonio di valori puri che è la Cultura di cui la nostra nazione è modello in tutto il mondo e di cui la moderna società e le nuove generazioni hanno un incessante bisogno", conclude Filidei.
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