Gioco
Nuova Delhi, la figlia del pompiere ucciso: "Stavamo scattando una foto, poi un muro bianco..."
2 MINUTI DI LETTURA
«Stavo scattando delle fotografie, poi ho visto un muro bianco che travolgeva mio padre». Silvia Lenzi, 27 anni, racconta così gli ultimi istanti della tragedia che ieri ha colpito la sua famiglia in vacanza in India. Il padre, Roberto Lenzi, pompiere in pensione di Livorno, è morto travolto da un autobus in piena corsa, mentre la madre, Annalisa, ha riportato una frattura alla gamba e una ferita alla testa.
«Eravamo appena arrivati davanti all'ingresso di Fatehpur Sikri con una carrozzetta a tre ruote - racconta la ragazza che si trova con la madre in un ospedale di New Delhi - Il mio babbo era sceso per primo, mentre io e mia madre eravamo ancora a bordo. Stavo chiedendo loro di mettersi in posa per una foto, quando non ho visto più nulla, solo un muro bianco». Un autobus a folle velocità ha travolto in pieno l'uomo e ha parzialmente urtato il mezzo su cui la famiglia stava viaggiando (pare un risciò a motore). «Non sono neppure riuscita a capire cosa era, credevo fosse un camion - continua - poi mi hanno detto che era un autobus e che hanno preso anche la targa».
Dopo il tremendo urto, «ho visto mia madre con la faccia piena di sangue, ma parlava, poi ho guardato fuori per cercare mio padre. Non c'era più. Sono uscita di corsa e l'ho visto per terra con diverse fratture esposte sul corpo. Non si muoveva più, ho capito subito...». Tra i singhiozzi, Silvia racconta poi di aver aspettato un'ambulanza, ma siccome non arrivava «il nostro autista è arrivato con la sua macchina e lo hanno caricato a bordo sballottandolo a destra e sinistra. Sono andata con lui, gli ho tenuto la testa sulle mie ginocchia». All'ospedale poi «lo hanno messo su un tavolaccio... Si vergognavano a dirmi che non c'era più, ma io lo avevo capito».
La ragazza ricorda poi di essere stata infastidita dalla quantità di gente intorno e dal fatto che hanno scattato delle foto a lei e al padre in quelle condizioni. «Spero tanto che riescano a recuperare la mia macchina fotografica, lì c'è la sua ultima foto...».
La salma si trova ora nella capitale indiana per gli adempimenti burocratici da parte dell'ambasciata d'Italia a New Delhi che sta anche assistendo la famiglia. «Voglio vederlo ancora e partire con lui con lo stesso aereo» dice Silvia. L'ex vigile del fuoco era andato in pensione a marzo e aveva voluto regalare una vacanza alla famiglia. Era la prima volta in India. «Lo avevamo sognato tanto questo viaggio, il primo tutte e tre insieme» conclude.
«Eravamo appena arrivati davanti all'ingresso di Fatehpur Sikri con una carrozzetta a tre ruote - racconta la ragazza che si trova con la madre in un ospedale di New Delhi - Il mio babbo era sceso per primo, mentre io e mia madre eravamo ancora a bordo. Stavo chiedendo loro di mettersi in posa per una foto, quando non ho visto più nulla, solo un muro bianco». Un autobus a folle velocità ha travolto in pieno l'uomo e ha parzialmente urtato il mezzo su cui la famiglia stava viaggiando (pare un risciò a motore). «Non sono neppure riuscita a capire cosa era, credevo fosse un camion - continua - poi mi hanno detto che era un autobus e che hanno preso anche la targa».
Dopo il tremendo urto, «ho visto mia madre con la faccia piena di sangue, ma parlava, poi ho guardato fuori per cercare mio padre. Non c'era più. Sono uscita di corsa e l'ho visto per terra con diverse fratture esposte sul corpo. Non si muoveva più, ho capito subito...». Tra i singhiozzi, Silvia racconta poi di aver aspettato un'ambulanza, ma siccome non arrivava «il nostro autista è arrivato con la sua macchina e lo hanno caricato a bordo sballottandolo a destra e sinistra. Sono andata con lui, gli ho tenuto la testa sulle mie ginocchia». All'ospedale poi «lo hanno messo su un tavolaccio... Si vergognavano a dirmi che non c'era più, ma io lo avevo capito».
La ragazza ricorda poi di essere stata infastidita dalla quantità di gente intorno e dal fatto che hanno scattato delle foto a lei e al padre in quelle condizioni. «Spero tanto che riescano a recuperare la mia macchina fotografica, lì c'è la sua ultima foto...».
La salma si trova ora nella capitale indiana per gli adempimenti burocratici da parte dell'ambasciata d'Italia a New Delhi che sta anche assistendo la famiglia. «Voglio vederlo ancora e partire con lui con lo stesso aereo» dice Silvia. L'ex vigile del fuoco era andato in pensione a marzo e aveva voluto regalare una vacanza alla famiglia. Era la prima volta in India. «Lo avevamo sognato tanto questo viaggio, il primo tutte e tre insieme» conclude.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
