Gioco
Ligabue tra i ragazzi «Livornesi siete strani e qui sono a mio agio»
Luciano Donzella
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Ligabue con il sindaco Cosimi e gli studenti ai 4 Mori 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Ma te ne sei mai accorto che la tua canzone "Happy hour" all'inizio è uguale precisa a una dei Guns 'n Roses?». Luciano Ligabue sorride, scuote la testa e risponde: «Tu ti intendi di musica? Allora, se senti bene la canzone sentirai un suono uguale, il suono di una Gibson, però le note ti garantisco che sono diverse». È uno dei tanti botta e risposta curiosi fra il Liga e i suoi fan. Applausi. Che ieri mattina ai Quattro Mori erano quasi in 600, tutti studenti delle scuole cittadine, venuti a vedere da vicino il mito. E a rovesciargli addosso - dopo la proiezione del film dossier di Piergiorgio Gay "Niente paura" di cui il cantante è ispiratore e protagonista - una pioggia di domande mica sempre amichevoli e quasi mai banali. Al termine, dopo aver ricevuto da parte dell'assessore Darya Majidi il Premio Città di Livorno, il Liga rivolto ai ragazzi dirà: «Livorno è fatta di gente strana: voi lo sapete che siete strani, vero?». E giù un uragano di applausi. «La vostra è una città con un carattere fortissimo, il livornese dice "Io sono livornese e basta", un po' mi ricordate i napoletani, con una straordinaria forma di indipendenza e di orgoglio dell'appartenenza. Io credo di avervi capiti un po' di più grazie ai film di Virzì, che è molto bravo a raccontarvi. E poi è una città che fa dell'umorismo una delle sue armi migliori, e questo mi fa trovare sempre a mio agio». In precedenza non erano mancati i momenti divertenti e i gesti di affetto da parte dei fan: una studentessa gli racconta che sul brano "Il peso della valigia" ha scritto un tema, e gli dice che sarebbe felice se lui lo leggesse. Il cantante se lo fa portare, lo intasca, promette di leggerlo. Altre due giovanissime gli portano un "pensiero": «Qui dentro c'è scritto tutto quello che proviamo per te...». Una ragazza ricorda un amico scomparso: «Simone Talani era un tuo grandissimo fan, se n'è andato il giorno dopo aver assistito al tuo concerto di Roma. Sarebbe bello tu lo ricordassi durante lo spettacolo...». «Mi viene spesso chiesto - è la risposta - di ricordare ragazzi che non sono più fra noi. Purtroppo ogni concerto invece di un festa diventerebbe una sequenza di necrologi. Non posso farlo, e credo tu capisca la difficoltà di dirti di no. Quello che posso fare è pensarlo, lo farò mentre canto "Il giorno di dolore che uno ha"». L'appuntamento è per stasera al PalaLivorno.
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