Il Tirreno

Livorno

Perseguitati dalla grandine

A sinistra, un fermo immagine del video della grandinata di ieri mattina; sopra, Giampiero Maracchi, a destra, la grandine caduta il 23 novembre scorso
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A sinistra, un fermo immagine del video della grandinata di ieri mattina; sopra, Giampiero Maracchi, a destra, la grandine caduta il 23 novembre scorso

Fulmini e chicchi di ghiaccio. Fenomeno anomalo

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 LIVORNO. Poco prima delle 2 di ieri mattina, annunciata da tuoni e fulmini, una violenta grandinata, la quarta nel giro di una decina di giorni, si è abbattuta sulla città. I chicchi, tra l'altro anche abbastanza grossi, nel giro di minuti hanno imbiancato le strade e le auto in sosta.  La grandinata è stata tanto violenta quanto breve: poco dopo le 2,15 i chicchi hanno cessato di cadere, lasciando per diverso tempo un paesaggio invernale, mentre il temporale, con tuoni e fulmini, è invece proseguito per diverse ore.  Un fenomeno decisamente insolito, che oltretutto fa seguito ad altri peisodi dello stesso genere avvenuti negli ultimi giorni, tra cui la grossa grandinata del 23 novembre scorso che, anche in quell'occasione ricoprì Livorno di un manto gelato bianco.  Ma come si spiegano questi episodi metereologici, fenomeni che non sono storicamente tipici del periodo invernale o tardo autunnale, bensì della fine estate?  La risposta arriva dal professor Gianpiero Maracchi, direttore del Cnr di Firenze, uno dei più noti (e precisi) meteorologhi italiani che ha studiato l'andamento climatico degli ultimi anni ed ha analizzato la situazione attuale della Toscana.  «La grandine di questi giorni è dovuta a diversi fattori: il principale - spiega il climatologo e meteorologo del Cnr - è che la nostra regione è nella zona limite in cui si fronteggiano due grosse correnti, una di aria molto calda e l'altra di aria molto fredda. Quando le due zone si incontrano abbiamo questi fenomeni, come temporali e, appunto, anche grandinate piuttosto intense e con chicchi decisamente grossi».  Ma Maracchi punta il dito sul fatto che questo altro non è che l'ennesimo segnale di un clima che negli ultimi anni è decisamente cambiato rispetto alla stagionalità storica che è stata tipica fino agli anni '90: «In questo momento - spiega Maracchi - abbiamo l'oceano Atlantico che ha una temperatura dell'acqua superficiale molto alta, e questo innesca un clima dove intervengono forti quantità di energia (termica ndr) che si caratterizza, come in precedenza succedeva tipicamente alla fine dell'estate, da forti temporali e da grandinate. D'altra parte. sottolinea Maracchi - non ci dobbiamo scordare che già lo scorso anno si verificarono dei temporali, con tuoni e fulmini tra fine ed inizio anno: un sintomo evidente di quello che stava cambiando nel clima».  L'esperto del Cnr sottolinea come questo scontro tra masse d'aria calda e fredda sia alla base anche delle "follie" del vento di questi ultimi giorni, con raffiche violente che nel giro di poche ore passano da libeccio a grecale. «Anche questi fatti succedono a seconda quale massa d'aria prevalga in quel momento sulle nostre zone che, lo ripeto, sono proprio nel punto di scontro tra questi sistemi».  Ma quale tempo dovremo aspettarci per i prossimi giorni? «La situazione attuale dovrebbe durare fino all'8, con quindi la possibilità di altre grandinate. Poi - conclude Maracchi - la temperatura dovrebbe salire di diversi gradi e infine, a gennaio, ridiscendere bruscamente». R.C.

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di Redazione web