Il Tirreno

Livorno

Blitz di Striscia la notizia in ospedale

Lara Loreti
Max Laudadio negli uffici della direzione sanitaria a Monterotondo
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Max Laudadio negli uffici della direzione sanitaria a Monterotondo

Telecamera nascosta fa irruzione in Endocrinologia, poi tutti a Monterotondo

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 LIVORNO. Un reparto (o unità operativa che dir si voglia) che non trova pace. Endocrinologia, primo piano del poliambulatorio di viale Alfieri. Sono le 9 di ieri e c'è già un gran fermento. Stanno per arrivare le telecamere di Canale 5: un blitz di Striscia la notizia, nel settore della discordia, quello coordinato da Daniele Barbaro. Un "agguato" guidato dal giornalsita di punta del programma, Max Laudadio.  A rivolgersi al tg satirico, i rappresentanti dell'Atta, l'Associazione per la lotta al tumore tiroideo ed affini: hanno scritto una lettera documentata e firmata da decine di persone. Sono pazienti che non accettano quello che considerano un declassamento del reparto, che da qualche mese si trova dislocato in tre stanze considerate inadeguate sia per gli spazi ristretti sia strutturalmente. I pazienti dell'Endocrinologia non ci stanno e lanciano un grido di allarme. Obiettivo: risolvere un problema che a loro avviso va avanti ormai troppo tempo. Sono mesi infatti che un gruppo di cittadini porta avanti la propria battaglia per l'ampliamento del reparto e per la nomina del dottor Barbaro come primario. Lo specialista non ha un suo studio: l'unità operativa, che nei mesi scorsi è stata separata dalla Diabetologia, è formata solo tre piccole stanze.  Ma vediamo nel dettaglio cosa è accaduto ieri. La giornata al poliambulatorio comincia prima del solito. Numerosi pazienti aspettano di essere visitati nella sala di accoglienza dell'Endocrinoligia; alcuni sostano nel pianerottolo, davanti all'ascensore; altri invece attendono trepidanti l'arrivo della troupe di Canale 5. La notizia si è sparsa in fretta: ci sono anche giornalisti e l'addetto stampa dell'Asl 6. Tutto dovrebbe accadere intorno alle 9. Ma i minuti scorrono lenti. Passano una, poi due ore. E non si vede nessuno. Alle 11, sorpresa: lo staff di Striscia sorprende tutti. Qualcuno si infila nell'unità operativa in sordina, con una telecamera nascosta. Un'inchiesta alla 007. Nessuno, né i pazienti né medici o infermieri, si accorge di nulla. Eppure a un tratto entra un gruppetto, alcune ragazze e un ragazzo. In qualche modo si addentrano nelle stanze di Endocrinologia e uno di loro documenta cosa accade intorno grazie a una telecamera invisibile. Neanche il dottor Barbaro si rende conto: «Ma come è possibile che siano entrate persone mandate da Striscia? - commenterà poi con i suoi assistenti - Io ho visitato solo pazienti conosciuti». Fatto sta che l'occhio indiscreto del gettonatissimo tg satirico di Mediaset vede tutto. E riprende la sala d'attesa affollata, il mega contatore, posto all'ingresso del reparto, pieno di fili della corrente, alcune prese elettriche in vista, i tubi di quello che fu un lavandino e altre piccole situazioni critiche che si trovano all'interno delle tre stanze che compongono il reparto. «Niente di grave», ma sicuramente una struttura che necessita di migliorie.  Le immagini vengono subito viste da Max Laudadio. Mezzora dopo la troupe, seguita da una quindicina di pazienti, vola a Monterotondo. La direttrice generale dell'Asl 6, Monica Calamai, è fuori sede. Ad accogliere Striscia ci sono Luca Lavazza, direttore sanitario, Luca Cei, direttore amministrativo dell'azienda sanitaria, e Pierpaolo Poggianti, addetto stampa. Laudadio spiega ai dirigenti dell'Asl i motivi che hanno spinto Striscia a occuparsi del caso Endocrinologia.  Lavazza e Cei illustrano il punto di vista dell'azienda. «Il nostro ospedale risale al 1931 e ha diversi punti di inadeguatezza, soprattutto rispetto ai nuovi standard - dice Lavazza - C'è da dire che nei mesi scorsi Diabetologia ed Endocrinologia, che prima erano unite, sono state divise in due filone, e ora sono dislocate su due piani. A nostro avviso, gli spazi sono giusti: il vero problema è che il dottor Barbaro non ha uno studio. Ma non tutti i medici dell'ospedale ce l'hanno. In ogni caso ci stiamo attrezzando per migliorare l'offerta».  «L'Atta - aggiunge Cei - da tempo protesta per Endocrinologia e a luglio c'è stato un primo incontro con loro. Già allora ci siamo impegnati ad ampliare il settore e a spostarlo al piano inferiore: c'è stato un ritardo per via del referendum sul nuovo ospedale. Ma a febbraio sarà tutto pronto».  Sono le 12.30 quando Striscia lascia Livorno. Ma con una promessa: «Torneremo per assicurarci che le promesse vengano mantenute».  

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