Il Tirreno

Livorno

Bimbi rom senza più scuola perché la città ha cacciato la famiglia

L'Unione Inquilini denuncia il caso: il Comune crei agli ex Macelli un centro di prima accoglienza

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 LIVORNO. Un gruppo di bambini rom ha abbandonato la scuola perché la loro famiglia è stata «cacciata da Livorno». E' l'Unione inquilini a denunciare il caso di una famiglia, «presente da più di cinque anni a Livorno», che abitava in piazza Cavallotti. Collocati in due appartamenti contigui dalla coop pisana Il Cerchio a 1.500 euro al mese («nonostante fossero a reddito zero a causa della perdita del lavoro del figlio muratore» per il fallimento della ditta). Nel marzo 2009 è stato convalidato lo sfratto per morosità chiesto dalla coop pisana: è uno dei 50 casi analoghi causati dall'azzeramento del progetto "Città sottili".  L'interessamento dell'ufficio comunale aveva permesso di prorogare l'esecuzione fino al settembre scorso. Intanto, fin da otto mesi fa il responsabile comunale di settore aveva ipotizzato una soluzione: la struttura di via Eugenia, «già utilizzata per abitazione di assistenza, di proprietà Asl, vuota da 10 anni».  Ma la mancanza di un assessore del settore ha congelato l'iter «per ben 7 mesi» e a fine settembre la famiglia «si è trovata in strada»: solo «dopo l'intervento dell'assessore regionale alla casa, sono stati albergati dal comune i bambini e le donne preso gli affittacamere livornesi».  A ottobre il sindaco nomina Cantù assessore al settore, riparte l'iter: l'Asl però risponde no all'uso di via Eugenia. L'Unione inquilini accusa Palazzo civico di non aver voluto utilizzare «una delle moltissime strutture abbandonate e sfitte, in condizioni di utilizzo immediato». Nei giorni scorsi, invece, la risposta del Comune per bocca dell'assessore è un "no" a continuare qualsiasi sostegno per l'emergenza abitativa, tutt'al più «occupandosi solo dei bambini, separandoli dalla famiglia». La coop dice che la casa è stata devastata e sono stati rubati i mobili, il sindacato ribatte che è in grado di dimostrare che la famiglia rom non c'entra. Sta di fatto - aggiunge - che «la famiglia è stata cacciata in strada senza nessun soccorso, e si è trovata costretta a ritirare i bambini dalle scuole Benci, frequentate da anni con assiduità. Hanno «preferito fuggire da Livorno, pur di non perdere i loro figli».  L'Unione Inquilini torna alla carica chiedendo che negli ex macelli comunali nasca un centro di prima accoglienza da gestire con la Protezione Civile, per ospitare le famiglie sfollate a causa di questa guerra economica che produce in città disoccupazione crescente morosità e vendita all'asta delle case.

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