Gioco
Dibattito a Palazzo civico sui piani di recupero della periferia nord: il caso delle 19 famiglie arriva in consiglio comunale
Sos Fiorentina, il trasloco solo fra un anno
Juna Goti
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Via Bruno Il nuovo stabile e quello in pieno degrado con gli striscioni di protestaPicchi: puntiamo agli alloggi pronti a primavera fra Scopaia e via Bruno. Ma l'iter è in salita
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LIVORNO. E dopo tanto protestare Fiorentina (finalmente) sbarcò in consiglio. Martedì sera l'assessore Bruno Picchi ha presentato ai gruppi consiliari una fotografia dello stato di avanzamento dei piani di recupero della periferia nord: i cosiddetti Contratti di quartiere 1 e 2 che interessano Corea e Shangai. Ma è su Fiorentina che si è acceso il dibattito, mentre i residenti del civico 14 di via Bruno, al di là della balaustra, hanno seguito la seduta. Picchi ha lasciato intendere che il Comune farà di tutto per consentire il trasferimento delle 19 famiglie entro fine 2011 (quindi non prima di un altro anno), agganciando il treno dei 91 alloggi pronti nei prossimi mesi tra Scopaia e via Bruno (al civico 12, esploso e ricostruito). Ma come? «L'obiettivo - spiega l'assessore - è adottare lo strumento urbanistico entro febbraio, per poi approvarlo prima della pausa estiva. Il provvedimento sarà esaminato in giunta in queste due settimane». Il punto è che la corsa tecnico-amministrativa per l'ok della variante dell'abitare sociale (o meglio del piano di comparto che interessa Fiorentina) è tutt'altro che in discesa. L'istruttoria - comprensiva delle valutazioni richieste dalla nuova normativa regionale (Vas e Via) - deve prima approdare in giunta, poi in consiglio. Anche ammettendo che l'adozione arrivi davvero entro febbraio, sono i passaggi successivi a preoccupare. Il provvedimento dovrà essere pubblicato sul Bollettino della Regione, poi scatteranno i 45 giorni per eventuali osservazioni: allora via con un'altra istruttoria degli uffici comunali che dovranno sfornare eventuali controdeduzioni prima di riportare tutto in consiglio (sempre che non ci siano intoppi). Lì si aprirà il dibattito. Non serve un giurista per capire che, per dirla alla Del Corona, «basta uno starnuto e i ritardi diventano macigni». Ritardi che le famiglie del civico 14 non possono più permettersi: hanno appeso striscioni alle finestre per denunciare «alloggi di 40 mq da dividere in quattro, crepe e muffa alle pareti, cumuli di siringhe davanti al portone». E comunque, dopo aver ipotizzato che tutti i tempi di approvazione vengano rispettati, resta da capire dove saranno trasferite queste famiglie. L'ipotesi più probabile è che siano sparpagliate tra via Bruno e la Scopaia, nei 91 alloggi pronti a maggio: due qui, due là per evitare di stravolgere graduatorie e piani di recupero. Picchi è stato chiaro: «La nuova casa spetterà solo a chi è in regola, non ai morosi. Quindi il numero delle richieste potrebbe scendere. Intanto nel bilancio preventivo del 2011 sono stati previsti 700mila euro per espropriare le quattro famiglie proprietarie degli alloggi al civico 14. Senza gli espropri, non ci potranno essere abbattimento e successiva ricostruzione».
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