Italia
A garanzia di stipendi non riscossi e Tfr
I dipendenti del "Corriere" ottengono il sequestro dei crediti
1 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Intervento della magistratura civile nella vicenda del "Corriere di Livorno", il giornale fondato da Cristiano Lucarelli ed altri soci nel 2007. La maggior parte dei dipendenti del quotidiano, il cui ultimo numero è uscito in edicola lo scorso 10 novembre, hanno chiesto e ottenuto il sequestro conservativo di alcuni crediti che risulterebbero a favore della "Adriano Sisto", la società editrice del giornale. La decisione è stata presa dal giudice civile Domenico Provenzano, cui si sono rivolti attarverso il legale Bruno Neri 11 giornalisti e due poligrafici, che devono riscuotere sette mensilità di stipendio. In particolare il giudice ha riconosciuto un sequestro di 180mila euro, a fronte di mensilità già maturate e fondi per il Tfr, sui 200mila richiesti dall'avvocato Neri, e che riguardano quattro aziende e il conto corrente del Monte dei Paschi di Siena sul quale venivano emessi gli stipendi. Il sequestro riguarda i crediti presso il distributore di stampa Masini, e tre agenzie di pubblicità, la Publistudio di Firenze, la Pml di Leonardo Liuzzi che operò nella prima fase, e la Publistadium, società della quale risultano amministratori il presidente della Sisto Editore, Marco Domenici e Susanna Angioli, moglie di Cristiano Lucarelli. (r.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google