Gioco
«Che roba la Roberts» Ruffini gira lo spot con la stella di Hollywood
Juna Goti
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Paolo Ruffini in versione Botticelli con Bonolis e Julia Roberts 3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «E' una che sta al pezzo, molto carina: alla fine c'è mancato poo le facessi dire boia dé». E conoscendolo non ci sarebbe da stupirsi poi tanto. La battuta, Paolo Ruffini, non è riuscito a tenerla a bada neppure al cospetto di una Venere vera: bella, ricca, famosa e con una schiera di bodyguard che l'accompagna anche dal set al camerino. In due parole: Julia Roberts, la risposta targata Lavazza alla campagna Nespresso del duo Clooney-Malcovich. Nelle ultime settimane il mattatore livornese, divenuto celebre con le parodie del Nido del Cuculo e ora lanciatissimo nel mondo dello spettacolo, ha girato il nuovo spot "A modo mio" (in onda da domenica) al fianco della stella statunitense, ridipinta da Armando Testa nelle vesti di un'icona dell'arte Toscana. Nello spot, intitolato "La ricetta del sorriso", Julia Roberts esce da una mega conchiglia, bella e delicata come la Venere del Botticelli. Ma un po' «spentina», tanto per rubare la battuta a un Ruffini versione gran maestro. «No, no, no signorina, non ci siamo», grida lui mentre agita il pennello con in testa un gran cappello «che, diciamocela tutta, non è che mi facesse sembrare tanto sveglio». Manco a dirlo, gli storici padroni di casa - Paolo Bonolis e Luca Laurenti - tirano fuori dal celestiale cilindro un caffè Lavazza che compie prima il miracolo del gusto, poi quello della vista: la venere hollywoodiana si illumina e sfodera il sorriso più bello del mondo. Bello e caro. Anzi carissimo. Perché secondo i tabloid inglesi per sorridere agli italiani dal paradiso di Lavazza, Julia ha incassato la modica cifra di un milione e 200mila euro. In pratica circa 30mila euro al secondo: un cachet da capogiro... Si rassegnino i comuni mortali: nel copione la stella angelica del cinema mondiale non avrà neppure una battuta, ma come fa l'occhiolino lei... Sarà andata bene anche a Ruffini? «Meglio - scherza al telefono mentre corre da una prova all'altra - io ho girato un giorno in più, quindi ho preso il doppio: due milioni e quattro, ma delle vecchie lire. Battute a parte: girare con Bonolis e Laurenti è stato un vero piacere, oltre che un grande divertimento». Ma siccome alla storia del gran maestro serio non ci crede nessuno, ecco la frase che viene dopo: «Poi la Roberts: boia che roba...». Ma i capricci da star? «Ha uno staff numeroso e il camerino blindato. Ma è una persona molto dolce e disponibile. Ho l'impressione - dice Ruffini - che sia più semplice di quanto la macchina hollywoodiana vuol far sembrare. Come si dice a Livorno: un monte di puzzo, poi...». Dopo lo spot con Julia Roberts, "Maschi contro femmine" e "La prima cosa bella" - a caccia dell'Oscar - Paolo Ruffini si prepara a tornare nelle sale ad aprile in "C'è chi dice no" al fianco di Luca Argentero e Paola Cortellesi. Intanto va avanti il tour di "Io doppio" che nella versione Dé Show sarà a Natale a Firenze e il 31 dicembre al teatro Verdi di Pisa.
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