Sicurezza
Iniziammo con due stanze e un cavallo
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Roberto e Desio Cerri hanno iniziato facendo i falegnami Desio e Roberto: i due fratelli falegnami hanno sfondato
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LIVORNO. Quando sono comparsi i cartelli in via Garibaldi in molti hanno avuto lo stesso pensiero: «La crisi ha fatto un'altra vittima». Invece i fratelli Desio e Roberto Cerri, padri di "Desio & Robé", erano pronti a fare le valige per trasferirsi nel nuovo punto vendita di via Filzi. Un negozio kolossal per un investimento altrettanto gigante: super pazzia in tempi di crisi? «Il momento - non nasconde Roberto, il "parlatore" di famiglia - è senz'altro difficile e dobbiamo stare attenti. La nostra è ancora un'azienda a conduzione familiare tenuta in piedi da me, mio fratello, figli e nipoti. Ognuno si occupa di un settore diverso». Non avete avuto paura di fare il passo più lungo della gamba? «Con la crisi è meglio giocare all'attacco. Investire, per essere pronti a rialzarsi. Almeno è questo che stiamo cercando di fare». Ma è vero che siete partiti con due stanze e un cavallo? «La nostra era una famiglia di contadini. Provarono a farmi studiare, ma io volevo seguire le orme di mio fratello. Lui, negli anni 50, iniziò come ragazzo di bottega in un mobilificio. Io, finite le elementari, andai a vendere frutta e verdura. Alla fine vinse la passione e aprimmo una piccola falegnameria a Titignano, vicino a Navacchio. Erano due stanze, nemmeno 80 metri. Mio padre comprò un cavallo e un pianale per fare le consegne. Poi ci siamo allargati e senza rendercene conto abbiamo inventato un format rivoluzionario: le "stalle di Titignano". Vendevamo mobili, elettrodomestici, articoli per la casa: lo chiamammo Elettromobilmarket. Piano piano sono arrivati i quattro Desio & Robé: Vicenza, Reggio Emilia, Navacchio e Livorno». Oggi sarebbe possibile ripetere l'impresa? «No. In questo momento anche gestire un bar o un ristorante è difficilissimo. Non c'è la stessa sicurezza: servono investimenti. Ci sono un sacco di normative da rispettare, la burocrazia, le tasse. Noi paghiamo solo di nettezza urbana cifre spropositate: lo stesso vale per i piccoli negozi. Un giovane per partire deve avere dei capitali che comunque mette a rischio: puoi essere bravo quanto vuoi, ma intorno hai multinazionali che se perdono in un punto vendita guadagnano in un altro. E' difficile tenere testa». Ma Desio & Robé ha deciso di rilanciare. E 10milioni di investimento sono un bel rischio... «A Livorno ultimamente i costi superavano le entrate, però col fatto che dovevamo trasferirci abbiamo stretto i denti per un paio di anni e sacrificato le altre aziende. Purtroppo rispetto al progetto originario il budget è lievitato. Colpa dei tempi di attesa: tra cambio di destinazione delle aree, progettazione, burocrazia, lavori di adattamento, per aprire il nuovo punto vendita ci sono voluti dieci anni». (j.g.)
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