Il Tirreno

Livorno

Meloria a pagamento: è rivolta

Meloria a pagamento: è rivolta

I circoli nautici insorgono contro la bozza preparata dal Parco

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Il Parco ha ricordato ancora una volta che quella pubblicata l'altro giorno era solo una bozza di regolamento, ma le anticipazioni del Tirreno hanno scatenato l'immediata reazione dei diportisti e pescatori livornesi, che hanno detto chiaro e tondo che un regolamento simile è semplicemente inacettabile, e anche il Comune ha fatto sapere che andrà profondamente modificato. La polemica è montata soprattutto sul fatto che, secondo la bozza di regolamento dell'area marina protetta, serviranno una serie di autorizzazioni, anche per i residenti di Livorno, Pisa e Collesalvetti, per fare cose, come pescare, ormeggiarsi e ancorarsi, che al momento si fanno senza bisogno di permessi e soprattutto senza tirare fuori un centesimo.

Ma anche il fatto che la bozza paventi il divieto di navigazione nell'area protetta, (in tutte e tre le aree di rispetto, A integrale, B generale e C, parziale), per le imbarcazioni non "eco-compatibili", ovvero quelle più vecchie con motori più inquinanti, ha suscitato una decisa levata di scudi. «In questo modo si rischia di trasformare la Meloria in un luogo per soli ricchi - tuona Piero Mantellassi, presidente del Consorzio nautico di Livorno, che raggruppa i principali circoli nautici livornesi - cosa potrà fare un pensionato che non ha i soldi per cambiare il suo vecchio motore?». Ma le critiche dei diportisti non si fermano qui: subito è stata indetta una riunione d'urgenza tra i responsabili dei circoli che si è svolta ieri mattina. «La gente è assolutamente contraria, sia come diportisti che come pescatori - spiega Mantellassi - e lo stesso succede con coloro che con queste categorie lavorano, come ad esempio i negozi di pesca». «Livornesi, pisani e colligiani dovrebbero poter pescare e ancorare senza dover mostrare tessere e tesserini. Il mare è rimasta l'unica area libera e adesso vogliono toglierci anche quella!», conclude Mantellassi, dopo aver ricordato che «se pensano di imporre alla piccola nautica altre gabelle e balzelli si sbagliano di grosso: e poi a questo punto diventa una questione etica e sociale».

In definitiva Mantellassi chiede che il Consorzio sia inserito in tutte le commissioni che dovranno esprimere proposte e valutazioni sulla gestione dell'area. Alle preoccupazioni dei diportisti e dei pescatori risponde in qualche modo l'Ente parco Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli, che con un comunicato del presidente Giancarlo Lunardi sottolinea con energia che il documento pubblicato sul giornale è soltanto una prima bozza «redatta in analogia con i regolamenti di altre aree marine protette». Il presidente Lunardi spiega che gli incontri in programma vogliono individuare le regole che permettano di conciliare tutela ambientale e fruzione dell'area.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web