Gioco
Ferrovie: muro di gomma
Pasquale Napolitano
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Le biciclette accatastate allesterno della stazione Scaricabarile fra le varie società del gruppo
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LIVORNO. Come si ottengono risposte sulle condizioni della stazione? Semplice: innanzitutto si rinuncia ad avere risposte chiare e complete. Poi s'inizia, con estrema pazienza, a fare un lungo slalom tra numeri, persone, uffici e no comment. Un rimbalzare da una parte all'altra, dove la frase più usata è: «Ma per questo non devi parlare con me». E mentre lo stesso viaggiatore incassa tutti i problemi di un'unica stazione le Ferrovie dello Stato dividono le responsabilità tra i vari sottogruppi. In realtà, chi si occupa della «gestione operativa territoriale» di Livorno all'interno del gruppo non è un fantasma, anzi ha un nome e un cognome: Giorgio Liaci. Il responsabile, come indicato nell'ordine di servizio delle Ferrovie del 30 settembre 2010, «ha sede a Livorno». Ma è proprio dalla sua sede di Livorno, in piazza Dante, che il responsabile ti fa gentilmente uscire: «Non posso dichiarare nulla. Ho un ufficio che si occupa delle relazioni con l'esterno, buon lavoro». Il povero Liaci è costretto a non avere contatti: «Me lo impone il regolamente». E allora si contatta «l'ufficio che si occupa delle relazioni con l'esterno», che a sua volta deve contattare gli uffici di questo e quell'altro gruppo (un po' in tutta Italia) per riuscire a far un quadro parziale del problema. Primo gruppo responsabile: Centostazioni Spa. La società ci tiene a precisare alcune cose: le transenne che bloccano l'ingresso principale (sia dall'interno che dall'esterno) sono lì per dei lavori. Quali? Regolare l'orologio sulla porta. Non si sa quando i lavori finiranno: è dura far segnare l'ora giusta. Gruppo responsabile numero due: Rete Ferroviaria Italiana. Ecco la società che dovrebbe riparare i tabelloni del sottopassaggio, ma non lo farà, perché «i tabelloni si sono rotti a seguito di un allagamento e non avrebbe senso spendere altri soldi: il sottopasso potrebbe riallagarsi». L'ultimo gruppo è Trenitalia, che gestisce le biglietterie. Ne basterebbero solo due, cioé quante ne vengono utilizzate quotidianamente. Ma gli sportelli utilizzabili sono sei; apparentemente uno spreco ma in realtà ci sono ovvie ragioni: «Adesso la richiesta è calata, ma quando furono costruiti servivano». Qualche piccola certezza sul futuro forse c'è: il numero non corretto sulle vetrine dei locali da fittare sarà rimosso; l'impianto degli idranti anti-incendio sarà completato nel gennaio 2011, perché adesso è in corso un contenzioso tra Centostazioni e la ditta appaltatrice dei lavori (che «non ha rispettato il progetto iniziale»)
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