Il Tirreno

Livorno

«Ospedale, avanti tutta»

Il sindaco Alessandro Cosimi durante il forum che si è svolto al Tirreno
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Il sindaco Alessandro Cosimi durante il forum che si è svolto al Tirreno

Cosimi: il referendum si farà, sbagliato bloccarlo

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 In questi ultimi tempi Livorno è finita sui Tg per la rissa con i romeni, i fischi allo stadio, i problemi dell'economica e le querelle delle bandiere rosse. Questa è l'immagine della città e la sua realtà. Come superarla?  «Ciò che dobbiamo superare è un problema economico culturale tipico della nostra città, dove oggi tutto si addensa intorno al Comune. Bisogna invece che ognuno sappia assumersi con chiarezza il suo ruolo e le sue responsabilità, e la politica deve saper governare l'innovazione anche a costo di rompere con alcuni elementi di tradizione».  Che cosa intende quando parla di innovazione?  «La città deve accettare il dato della competitività, non solo al suo interno, ma anche all'esterno. Se è innegabile che per certi versi dipendiamo, come per le infrastrutture, da quello che viene deciso e fatto altrove - è il caso dell'alta velocità che avrebbe dovuto collegare il nostro porto con le regioni europee - c'è il problema che Livorno è una città scissa: accanto a chi cerca una vera innovazione ci sono molti altri che guardano all'indietro pensando che "si stava meglio quando si stava peggio". Questo è un grave errore, bisogna invece dire chiaro e tondo che si stava peggio e basta. Oggi poi siamo alle prese con un mercato che, a volte, decreta la chiusura di un'azienda, come l'Inalfa, per motivi che esulano dalla produttività e la nostra sfida è cercare di sostituire con nuove aziende quelle che chiudono. C'è però un altro aspetto importante, che riguarda ad esempio la quantità di patrimonio pubblico distribuito in città, che rappresenta qualità della vita».  A cosa si riferisce?  «Faccio due esempi: i posti barca e le case popolari. Si tratta di casi nei quali il demanio, il pubblico si mette a disposizione della cittadinanza. In città ci sono 9.600 alloggi popolari: e se da noi il problema è recuperare la morosità, altrove il problema è che non ci sono alloggi pubblici. E riguardo a questo argomento ritengo che dobbiamo smettere di venderle, visto che per costruirne una nuova dobbiamo venderne tre. Quindi la vera sfida è coniugare l'innovazione con la protezione sociale. Ma aggiungo che dobbiamo anche smettere con l'autoironia distruttiva che spesso ci caratterizza, non si può risolvere tutto con un "bada lì" ma fare qualcosa di concreto, anche perché, ad esempio, il 14% dei giovani della nostra Toscana tra i 20 e i 29 anni non lavorano né studiano».  Parliamo ora del nuovo ospedale: se non arrivassero i soldi delle compensazioni per il Lotto zero si va avanti lo stesso con il progetto di Montenero?  «Le amministrazioni parlano attraverso gli atti e io ho mostrato ai consiglieri comunali l'atto formale, firmato dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi e dal ministro Matteoli, che garantiva le compensazioni. Quindi questi soldi, che sono soldi nostri, debbono arrivare, anche perché, al di là della questione ospedale, non possiamo non mettere in sicurezza la Variante Aurelia e dobbiamo tutelare il Romito e Quercianella. La situazione della Variante è sotto gli occhi di tutti: nel tratto fra l'inizio, a nord, e l'uscita di Salviano è troppo stretta, non risponde agli standard di sicurezza minimi. Ci sono gli svincoli d'immissione dalla Porta a terra che si concludono con gli stop. Ormai quella strada, costruita alla fine degli anni '70, attrae flussi di traffico tali da non rendere più rinviabile la sua messa in sicurezza. Per non parlare del progetto del Nuovo centro, che ne farà un'arteria ancora più frequentata e trafficata».

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