Il Tirreno

Livorno

Ma secondo la ricostruzione di palazzo Civico la Polisportiva Ardenza ha costruito su un terreno che non aveva in concessione

Il Comune non sgombera Labellarte

Vincenzo Labellarte
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Vincenzo Labellarte

«Resterò qui: non abbiamo fatto niente di abusivo, abbiamo ottenuto una sanatoria»

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LIVORNO. Vincenzo Labellarte non si muove dai locali dove adesso vive, vicino al complesso di campi da tennis di Banditella venduto all'asta giudiziaria. Ieri il Comune non l'ha sgomberato, malgrado la sua società, la Polisportiva Ardenza (della quale è legale rappresentante la moglie Franca Nardon) avesse firmato un impegno solenne a liberare le aree entro ieri. I vigili urbani ieri hanno provato a far visita alla Polisportiva Ardenza, ma non hanno ricevuto risposta.  «Una dichiarazione firmata in stato di necessità - ha spiegato Labellarte - noi da qui non ci muoviamo: non solo perché mia moglie si sente male, ma anche perché siamo convinti di essere dalla parte della ragione. Abbiamo una sanatoria: come possiamo essere abusivi se il Comune ci ha rilasciato una sanatoria?». Per non parlare di un'altra storia, quella di un fascicolo andato perduto negli uffici comunali. «Lo testimonia una mail scritta nel 2006 - dice ancora Labellarte - se non c'è più la pratica, sulla base di quali atti ci dicono che siamo abusivi e dobbiamo toglierci di torno?».  Dal Comune, però, rispondono che la sanatoria rilasciata nel 1999 riguardava solo difformità riguardanti porte e finestre, e non «immobili realizzati su aree diverse da quelle date in concessione». E' datata 2000, invece, una delibera della giunta comunale che intende modificare la convenzione originaria fra Comune e Polisportiva Ardenza. La nuova convenzione, fanno sapere da palazzo Civico, non è mai stata effettivamente stipulata, in quanto la cooperativa «malgrado ripetuti solleciti, non ha mai sottoscritto l'atto in questione».  Si arriva, così, all'apertura di una procedura di esecuzione da parte della banca che aveva concesso il credito a Labellarte e al sopralluogo (dicembre 2008) con cui i vigili urbani riscontrano che le aree limitrofe a quelle concesse alla Polisportiva Ardenza «erano state occupate abusivamente e su di esse sono state realizzate opere abusive». Questa, dunque, è la ricostruzione del Comune, radicalmente differente da quella di Labellarte.  A dargli manforte, ieri mattina, c'era il consigliere del Pdl Andrea Romiti, ma della questione si è occupata a lungo anche un'altra esponente del Pdl, Marcella Amadio, che ha chiesto su questa vicenda l'istituzione di una commissione d'inchiesta con tanto di audizione dello stesso Labellarte.

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