Il Tirreno

Livorno

Moby Prince, chiesto un rinvio al giudice

lu.dem.
Il Moby Prince ancora fumante il giorno dopo la tragedia
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Il Moby Prince ancora fumante il giorno dopo la tragedia

Opposizione all'archiviazione: la parte civile continua a indagare

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 LIVORNO. L'avvocato Carlo Palermo, legale di parte civile sul caso Moby Prince, ha ufficialmente chiesto al giudice di rinviare l'udienza nella quale sarà discussa l'opposizione all'archiviazione dell'inchiesta bis, chiesta nei mesi scorsi dalla Procura della Repubblica. Palermo parla di una doppia motivazione per questa sua istanza, che ha fatto depositare ieri: da un lato un impedimento personale, dall'altro la necessità di altro tempo per studiare ancora le carte, visto che «non tutte le copie degli atti sono ancora a nostra disposizione».  Fu lo stesso Palermo, con la sua istanza, a consentire la riapertura dell'inchiesta da parte della magistratura livornese. E adesso che si avvicina il momento dell'udienza nella quale sarà discussa l'opposizione all'archiviazione, i figli del comandante del Moby, Angelo e Luchino Chessa, non si rassegnano a veder chiudere definitivamente il caso.  È per questo motivo che la difesa di parte civile sta lavorando a una memoria multimediale che, prima dell'udienza, dovrebbe essere consegnata al pubblico ministero e al giudice per le indagini preliminari.  L'avvocato Palermo, una volta presentata l'opposizione all'archiviazione, ha voluto esaminare alcuni degli atti più significativi dell'inchiesta bis, a partire dalle consulenze tecniche eseguite dagli esperti nominati dai tre magistrati che hanno coordinato le operazioni d'indagine, dei quali peraltro è rimasto in servizio a Livorno il solo sostituto procuratore Massimo Mannucci (trasferito a Pisa il sostituto Antonio Giaconi e addirittura a Nola la collega Carla Bianco).  Obiettivo di questo ulteriore impegno della parte civile rappresentate da Palermo, non nuova a produrre ricostruzioni supportate dai mezzi informatici, sarebbe mettersi sulle tracce della misteriosa nave di cui si trova il nome nelle trascrizioni dei dialoghi radio della notte della tragedia, la famosa nave "Theresa" (o semplicemente "Teresa", mai rintracciata dagli inquirenti) che a un certo punto si rivolge a una non meglio precisata nave denominata "Ship one" dicendole che si sarebbe allontanata subito dalla rada di Livorno.

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