Il Tirreno

Livorno

«La città per noi bimbi? Aule al caldo, parchi e meno automobili»

Federica Scintu
Un momento della riunione del consiglio dei ragazzi: i bambini illustrano le loro proposte
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Un momento della riunione del consiglio dei ragazzi: i bambini illustrano le loro proposte

Le proposte dei ragazzi della circoscrizione 5 «Giusto impegnarsi per migliorare Livorno»

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 LIVORNO. La città vista con gli occhi dei bambini non è poi così diversa da come la dipingono gli adulti. E a rendere ancora più d'impatto la loro visione, c'è la spontaneità di quegli sguardi ancora innocenti. «Per noi bambini è importante esprimere le nostre idee e proporle ai grandi per migliorare la nostra città». A parlare è Lucia: frequenta solo la quarta elementare, ma in questo progetto ci crede tanto. Insieme a lei c'erano altri 30 mini-consiglieri che ieri sera, nella sala consiliare del Comune, hanno tenuto banco con le loro proposte per una Livorno migliore. Tutti di età compresa tra i 9 e i 14 anni, i bambini si impegnano a fondo in un progetto che coinvolge la circoscrizione 5 e otto scuole fra primarie e medie. L'iniziativa si inserisce nel "Settembre pedagogico": i giovani sono in prima persona portavoce dei loro interessi e protagonisti nella realizzazione dei progetti. I membri del "Consiglio dei ragazzi" vengono eletti dai compagni di classe e si riuniscono una volta al mese nella sede della circoscrizione. Non manca l'attenzione per gli aspetti organizzativi: divisi in commissioni, i ragazzi si occupano di diversi argomenti, mettono in luce problematiche e propongono soluzioni. E ieri hanno dimostrato di esserne pienamente in grado. Ernestina Pellegrini, consigliera della commissione scuola della circoscrizione 5, è «orgogliosa dei risultati raggiunti in questi due anni». Ad aprire la seduta è la presidente uscente del "Consiglio dei ragazzi", Eleonora Di Rienzo: «L'anno scorso è stata una bella esperienza e abbiamo trattato vari argomenti, dai problemi del nostro territorio alle regole che ci permettono di non causarne». Tutto si è svolto a regola d'arte, una perfetta simulazione di una riunione del consiglio comunale, con microfoni aperti e votazione elettronica finale. Alcuni parlano a braccio, altri hanno scritto un piccolo discorso che leggono orgogliosi. All'inizio sono timidi, ma poi non smettono più di parlare e chiedono di intervenire di nuovo. Aurora Contini, ha solo nove anni, ma presenta le sue richieste a gran voce: «Nella zona di Castellaccio-Montenero dove abito io, manca un parco giochi e una ludoteca. Ci sono troppe auto e poche piste ciclabili. Mancano anche le rampe per i disabili». La mamma di Aurora applaude: «Sono molto contenta che mia figlia abbia deciso di candidarsi. Si è interessata nonostante quest'attività le impedisse di frequentare tutte le lezioni di danza». Arianna Scartasi e Alessia Mori invece, riportano i problemi della scuola Cattaneo: «Chiediamo un riscaldamento che vada perché in classe fa piuttosto freddino». A rispondere a questa richiesta è l'assessore alla persona Carla Roncaglia, che rassicura i ragazzi: «Quest'estate abbiamo sostituito numerose caldaie all'interno della scuole, ma se il problema dovesse ripresentarsi non esitate a farmelo sapere». Tra le tematiche calde anche le buche e le strade sporche, oltre alla mancanza di computer nelle aule di informatica e le fogne che puntualmente si intasano dopo il primo acquazzone. Niccolò ha scritto una lettera dove racconta la sua esperienza nel "Consiglio dei ragazzi": «Ero solo in quarta elementare quando sono stato eletto nel consiglio, ma avevo già capito che poteva essere il contesto ideale per non limitarsi solo alle parole e procedere con i fatti. Sono molto contento perché talvolta risolviamo molte più cose di quanto non facciano gli adulti».

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