Il Tirreno

Livorno

I portoghesi ci costano un milione e mezzo

Poliziotti in servizio su un bus
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Poliziotti in servizio su un bus

Intanto slitta l'arrivo della polizia sui bus contro vandali e furbetti

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 LIVORNO. L'annunciato pattugliamento della polizia contro vandali e portoghesi sui bus Atl, che avrebbe dovuto partire in pianta stabile nella giornata di ieri, comincerà invece solo nei prossimi giorni,. Per il momento ci sono stati contatti tra l'azienda e la polizia, ma ancora non è stata stabilita l'organizzazione del servizio, col calendario delle presenze dei poliziotti e delle linee dove verrà svolto il servizio.  In ogni caso il provvedimento è il segnale di una situazione che si sta facendo difficile su bus e pullman, con un'evasione dei pagamenti e una serie di danneggiamenti che, specie in tempi di vacche magrissime come gli attuali, diventano ancor più intollerabili. Una situzione che, come conferma anche il presidente dell'Atl, Alfredo Fontana, non si riesce ad arginare con il semplice intervento dei controllori: «Qualche giorno fa - spiega Fontana - abbiamo organizzato un controllo preventivo per i ragazzi di un istituto scolastico:: chi era senza biglietto non sarebbe salito a bordo. In molti invece pretendevano di salire lo stesso e la cosa è finita a urli e spintoni, tanto che abbiamo dovuto chiamare i carabinieri».  Ma quanto ci costano, almeno dal punto di vista di incassi mancati per l'esangue bilancio Atl, i portoghesi? L'azienda ha una stima, che probabilmente pecca abbastanza di ottimismo, che fissa in circa il 10 per cento dell'utenza quelli che viaggiano senza biglietto. Se questo dato, che in pratica inserirebbe Livorno e provincia nella media nazionale, è esatto, vuol dire comuqnue almeno un milione e 400mila euro che non entrano, come invece dovrebbero, nelle casse Atl. Questo perché a livello provinciale l'azienda di trasporti registra circa 14 milioni di passeggeri l'anno. Nella sola Livorno, che vale un po' più della metà del volume di passeggeri dell'Atl, e dove il non pagare il biglietto è un'abitudine più invalsa che altrove, si perdono quasi 800mila euro di incassi l'anno.  Una cifra davvero importante, come d'altronde è già importante quella recuperata quando, da qualche anno, sono state intensificate le presenze dei controllori sui bus - «Abbiamo recuperato circa 550mila l'anno euro a partire dal 2008» - sottolinea Fontana. Ma non sarebbe opportuno, oltre alla presenza della polizia sui bus, che per salire fosse necessario mostrare il biglietto o versare i soldi all'autista, come succede normalmente all'estero ma anche in qualche città italiana?. «Certo, sarebbe una cosa sicuramente efficace per combattere i portoghesi - commenta il presidente Atl - ma non è prevista dal contratto di lavoro nazionale degli autisti. E - aggiunge - non è stato semplice nemmeno arrivare a convincere chi guida i bus a vendere i biglietti a bordo, come invece accade adesso anche da noi».  Ma come sottolinea l'Atl la presenza della polizia a bordo dei bus è stato chiesta anche per combattere il fenomeno dei vandalismi: anche se non è una cifra paragonabile a quella dei viaggi a scrocco, solo per togliere le scritte nei bus, l'azienda spende più di 30mila euro l'anno, ma soprattutto deve tenere fermi a lungo i mezzi nelle officine dove si fa la pulizia. «Per eleminarle abbiamo dovuto far intervenire una ditta di Milano - conclude Fontana - e adesso monteremo le telecamere sui bus. Purtroppo è una questione di cultura, e ci sono persone che hanno bisogno di essere tenuti d'occhio dal "grande fratello"».

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di Redazione web