Il Tirreno

Livorno

Giro, la grande occasione per promuovere le bellezze del territorio

Aldo Della Nina
La conferenza stampa di ieri in Provincia
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La conferenza stampa di ieri in Provincia

In Provincia ufficializzata la notizia sull'arrivo nel 2011 dell'evento sportivo che mancava da trenta lunghi anni

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 LIVORNO. Un'occasione importante. Da prendere al volo per promuovere l'immagine e le eccellenze del territorio. Ecco cosa sarà il Giro d'Italia a Livorno e a Piombino. Il concetto è stato ribadito anche ieri nel palazzo della Provincia dal presidente Giorgio Kutufà e dal suo vice, con delega allo sport, Fausto Bonsignori, quest'ultimo colui che più di tutti si è speso (in impegno e passione) per arrivare a un traguardo così importante. Perché se è vero che i costi saranno alti (160.000 euro per l'arrivo della tappa di martedì 10 maggio e 60.000 per la partenza da Piombino il giorno dopo) è altrettanto certo che il ritorno di immagine vale almeno dieci volte tanto.  Alla conferenza stampa di presentazione erano presenti anche Claudio Ritorni, assessore allo sport del Comune di Livorno, i suoi colleghi di Piombino, Massimo Giuliani (sport) e Luca Pallini (turismo) e il comandante dell'Accademia navale, Pierluigi Rosati.  Evento e storia. Kutufà ha ricordato che un arrivo di tappa a Livorno mancava da trent'anni («vittoria di Moreno Argentin a Montenero, io c'ero») e che il ritorno è legato a uno degli eventi più importanti della nostra storia, i 150 anni dell'Unità d'Italia, il filo conduttore del Giro 2011. «Siamo onorati - ha aggiunto - di avere il privilegio di essere l'unica provincia toscana ad avere la corsa rosa in questa importante ricorrenza. E non è un caso che l'avvio di tappa sia da Genova Quarto dei Mille, dove Giuseppe Garibaldi salpò alla volta della Sicilia».  Costume e concorrenza. Per Bonsignori è stata dura superare la concorrenza («battute almeno 15-16 località») ben sapendo che il Giro, oltre che un fenomeno di costume, è uno straordinario strumento di promozione del territorio: «Le immagini di Livorno, ma anche di Piombino, finiranno da per tutto attraverso le riprese della Rai che ha venduto i diritti tv alle emittenti di numerosi paesi».  Lo stadio naturale. Confermato il passaggio da Montenero e Castellaccio («per gli appassionati sarà una sorta di stadio naturale»), il transito dal Romito mentre per il traguardo resta il dubbio tra San Jacopo (la volontà degli organizzatori della Rcs) e la Terrazza Mascagni (il desiderio degli amministratori locali). Aspettando il Giro, sono allo studio numerose iniziative collaterali con il coinvolgimento di scuole, associazioni sportive e commercianti.  Soldi e slancio. Ritorni ha toccato il problema dei soldi: «Bisognerà parlarne in Giunta e in questo momento di difficoltà, per tutti, trovare comunque una soluzione. Livorno ha bisogno di un po' di slancio e questa è un'opportunità troppo importante. Deve essere una festa ma anche una vetrina per le eccellenze del territorio. E tra queste, ai primi posti, metto l'Accademia navale». E a proposito di Accademia, l'ammiraglio Rosati ha aggiunto: «Con il Giro a Livorno abbiamo vinto una tappa, ora dobbiamo dare il massimo per portare a casa la classifica finale».  Qui Piombino. Giuliani è stato molto diretto: «Piombino non è solo acciaierie e lo dimostreremo avendo la fortuna di far partire la quinta tappa da uno splendido posto come piazza Bovio». Pallini ha aggiunto: «Il Giro mancava da 80 anni. La scelta politica andrà a premiare la città».

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