Gioco
È morto Kotzian: si chiude una pagina di storia livornese
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. E' scomparso all'età di 90 anni, Gian Carlo Kotzian, uno dei più noti rappresentanti della storica famiglia di commercianti che ha segnato più di due secoli di storia cittadina. Gian carlo Kotzian, dopo un'esistenza dedicata al lavoro, si è spento serenamente nel sonno. Ieri i funerali, alla cappella del cimitero della Misericordia, dove oggi alle 11,30 la salma sarà tumulata. La vita di Gian Carlo Kotzian è stata segnata dal suo impegno lavorativo nell'azienda di famiglia, un'azienda, che, come spiegano alcuni documenti dell'epoca, risale addirittura al lontanissimo 1772, tanto che nel 2001 Gian Carlo Kotzian venne premiato dalla Camera di Commercio proprio per far parte di quella che era la più antica azienda livornese ancora in attività. La famiglia Kotzian, di origine armena ma di cittadinanza svizzera, (a Livorno esisteva nei secoli una folta comunità armena, che oltre a distinguersi nelle attività commerciali, costruì un proprio cimitero in via Provinciale Pisana e la chiesa di via della Madonna), si dedicò ai commerci e all'imprenditoria. In particolare fu Agostino Kotzian, all'inizio dell'800, a dare impulso al suo magazzino, dove arrivavano grandi partite di merci, comprese spezie ed altri generi alimentari di pregio, da tutto il bacino del Mediterraneo. Col passare degli anni l'attività si specializzò poi soprattutto nei tessuti, ritagliandosi però anche una particolarità: i Kotzian sono stati a lungo tra i più importanti importatori di tappeti pregiati, persiani e non solo, che richiamavano clienti da tutta Italia. E in questo fervore di inziative si lanciò anche Gian Carlo Kotzian, che dopo la parentesi bellica trascorsa in Svizzerà, tornò con i familiari a Livorno. E qui il padre e lo zio, nel 1953, costruirono la grande sede di via Grande, dove Gian Carlo ha lavorato con il fratello Piero fino al 1997, quando, in seguito al cambiamento del mercato, venne deciso di chiudere la grande esposizione che attualmente è occupata dal negozio Benetton e trasferirsi in via Marradi. Gian Carlo Kotzian, che era celibe, oltre che una persona attaccata al lavoro come poche, era notissimo come pescatore: saliva a bordo della sua piccola barchetta a remi e andava nelle acque del porto (allora in qualche modo lo si poteva fare) e pescava orate "alla francese", ovvero con la lenza avvolta intorno alla cozza che fa da esca, ritenendo di essere stato il primo ad introdurre anche da noi questa tecnica.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
