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Livorno

Cocaina, blitz della Finanza manette a un imprenditore

Cocaina, blitz della Finanza manette a un imprenditore

Blitz delle Fiamme Gialle in  una villetta di Montenero.  L'uomo è accusato di rifornire di droga la città

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LIVORNO. Un giro di cocaina che coinvolge la Livorno bene e che ha portato a due arresti da parte della Guardia di finanza. In manette è finito Luca Brondi, 37 anni, imprenditore: le fiamme gialle hanno fatto irruzione nella sua villetta, a Montenero basso. Arrestato anche Giampaolo Bonfigli, 33 anni. In ballo un grosso quantitativo di cocaina (circa due chili, a quanto pare), destinati anche al mercato livornese, ma che sono stati sequestrati dalle fiamme gialle. Due posizioni, quelle dei livornesi, ancora tutte da chiarire. Gli arresti sono inseriti all’interno di una vasta operazione su un traffico internazionale di droga che spazia tra il Sudafrica e l’Italia. Le indagini sono ancora in corso: la finanza è al lavoro per far luce sulla vicenda e per verificare il ruolo che i due livornesi avrebbero nel giro di droga.

Tutto inizia una decina di giorni fa, a Città del Capo. La finanza intercetta un grosso corriere in arrivo in Italia, all’aeroporto di Bologna. La droga si trova all’interno di due bottiglie di spumante che devono essere consegnate a Livorno. Il corriere viene seguito dai militari fino in città. In particolare, sino alla stazione. Qui il corriere si incontra con un livornese, che sarebbe incaricato a sua volta di vendere parte della coca a un’altra persona. A quel punto intervengono i militari che sorprendono i due con le mani nel sacco.

Il livornese in questione, secondo l’accusa, sarebbe Bonfigli. Nel corso delle indagini spunta anche il nome di Luca Brondi: a lui sarebbe destinata una piccola parte del carico. Il resto del quantitativo invece sarebbe stato spartito tra lo stesso Bonfigli e un altro personaggio di cui per ora non si conosce l’identità. La posizione di Brondi appare minore all’interno dell’inchiesta. Tuttavia, la vicenda è ancora al vaglio degli inquirenti. E solo il lavoro della magistratura potrà fare chiarezza sul caso per accertare le singole eventuali responsabilità.

Incensurato, molto conosciuto e apprezzato in città, Brondi è titolare di imprese nel settore della ristorazione e in estate gestisce anche il bar di uno stabilimento balneare. Vive a Montenero in una villetta, che è stata perquisita dalle fiamme gialle. Grande lo stupore di fronte al suo arresto: chi lo conosce fatica a credere che possa essere stato coinvolto in una così brutta storia.

Intanto, mentre Finanza e magistratura procedono nelle indagini, i due livornesi restano in carcere. Gli avvocati difensori hanno inoltrato la richiesta di scarcerazione al Tribunale del Riesame di Firenze, che deve ancora pronunciarsi. Nuovi sviluppi potrebbero esserci già nelle prossime ore. Resta da chiarire dove esattamente fosse destinato il carico. Il fatto che sia stato intercettato a Livorno, come meta finale, indica che era destinato al mercato cittadino. Per questo non si escludono sviluppi.

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