Gioco
Bandi e Bianciardi divisi da un secolo ma come litigano...
Cristiana Grasso
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Alessandro Benvenuti e accanto un momento dello spettacolo 3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. C'è la fine e arguta penna di Camilleri, c'è la passione ora ironica e ora tragica degli attori Alessandro Benvenuti e Roberto Scarpa, c'è il ritmo dello spettacolo e c'è la storia. Così, pur senza effetti speciali, la "Tavola rotonda immaginaria" costruita attorno all'epopea garibaldina, avvince e emoziona, fa riflettere e persino sorridere. Un viaggio nella nostra storia, quella dell'unità d'Italia, che non celebra e non fa retorica ma anzi fa emergere tutte le contraddizioni che dall'eroica impresa dei Mille ai giorni nostri il paese Italia trascina con sé, fardello che con il passare degli anni anziché alleggerirsi si appesantisce. Furono ingenui i garibaldini e un'utopia quella dell'Italia unita che veramente unita non è mai riuscita ad esserlo? Fino a che punto i loro sogni e la loro onestà furono strumentalizzati dal re e da Cavour? Come si può rileggere e ristudiare il Risorgimento alla luce dell'attualità? Pretesto narrativo per questa originale riflessione scenica è il confronto, la tavola rotonda appunto, tra due personaggi vissuti a un secolo di distanza eppure legati a doppio filo dalle tematiche risorgimentali. Garibaldino "militante" Bandi (un impareggiabile Benvenuti) e garibaldino "postero" (come lo definisce lo stesso Bandi nello spettacolo) Bianciardi al quale da voce e corpo un coinvolgente Scarpa. Tutti e due romantici, tutti e due toscani, tutti e due scrittori, tutti e due dotati di grande senso critico e autocritico. Personaggi speciali resi ancora più speciali da Andrea Camilleri che ha scritto proprio per Livorno e per le celebrazioni dell'anno garibaldino questo lavoro, proposto in prima assoluta ieri pomeriggio e ieri sera alla Goldonetta. In scena, a dominare il palcoscenico, c'è solo la bandiera tricolore degli Sgarallino, l'unica bandiera insignita di una medaglia. Niente effetti speciali quindi ma uno scambio di pensieri e battute che comunque trascina, come e più di una tavola rotonda dei tempi nostri. Nel ruolo di coordinatore, in sostituzione dello stesso Camilleri che non ha potuto prendere parte allo spettacolo per motivi di salute, Adriano Iurissevich, alla chitarra il musicista e compositore Luca Morelli che ha accompagnato la tavola rotonda con musiche originali composte per l'occasione. Atmosfera assicurata quindi, fin dall'inizio, quando il professor Alfonso Maurizio Iacono, preside della facoltà di Lettere e Filosofia all'università di Pisa, introduce gli artisti con una conferenza, che avvince come un racconto, titolo "Nord-Sud". Sta qui il nodo della tavola rotonda, quel nord che si è mangiato il sud, e i tanti nord che si mangiano i tanti sud, ingiustizie e pregiudizi da combattere, battaglie per una società civile ancora da compiere. Iacono dà il la, i dueattori in campo si scatenano, credibilissimi nel loro raccontarsi e mettersi in discussione mettendo quindi in discussione gli ideali, che pur in momenti e modi diversi, hanno animato la loro vita. Commuove Banvenuti quando fa il Bandi patriota, fa sorridere quando attacca Bianciardi per averlo dipinto come «una mammoletta» e intona uno stornello livornese. Intriga Scarpa quando fa rivivere l'opera di Bianciardi con tutta la sua forza, con l'"ossessione" per l'epopea garibaldina, con quella vena anticonformista e combattiva. Due personaggi speciali e un autore, Camilleri, capace di riscriverli. Per raccontarci la storia e un'altra storia.
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