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Muore a 63 anni il presidente del circolo La Rosa
Luciano De Majo
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LIVORNO. Un uomo buono, un cuore d'oro. Giampaolo Tinghi aveva 63 anni ed è morto ieri mattina, nel reparto di nefrologia del nostro ospedale, quando ormai i familiari pensavano che il peggio fosse passato. La scorsa settimana Giampaolo aveva avuto un incidente stradale, tamponando un'auto all'altezza del casello autostradale di Livorno. Forse per un malore, aveva perso il controllo della sua vettura finendo addosso all'auto che lo precedeva. Era stato ricoverato e operato, ma dalla rianimazione pochi giorni fa era stato trasferito in nefrologia e tutto faceva pensare per il meglio. Ieri mattina, invece, improvvisamente, un aggravamento della situazione e il decesso. Del caso si sta già occupando la magistratura: la salma è, infatti, a disposizione della Procura della Repubblica di Pisa, in quanto il casello di Livorno dell'autostrada, trovandosi al di là dello Scolmatore, fa parte del territorio comunale pisano e l'incidente, dunque, di cui si è occupata la polizia stradale di Viareggio, è avvenuto nel comprensorio di competenza della Procura di Pisa. Non è ancora stabilito, quindi, quando ci saranno i funerali di Giampaolo Tinghi, sulla cui salma sarà quasi sicuramente effettuata l'autopsia. Tinghi, sposato con due figli, viveva a Shangai, in via Giolitti. Lavorava per un'azienda di Lucca che fa manutenzione agli ascensori, ma oltre al lavoro ha sempre coltivato altri interessi. Era presidente del circolo Arci Polisportiva La Rosa, un luogo speciale per gli appassionati di pattinaggio, frequentato da moltissime persone: lui, Giampaolo, aveva contribuito a migliorarlo e a farlo crescere. Da ieri, lo storico circolo è in lutto per la perdita del presidente. Anche il fratello Mario è una persona conosciuta, facendo parte dei vertici livornesi del Coni ed essendo stato per diversi anni presidente dell'Uisp livornese.
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