Gioco
Ieri nuova assemblea degli anti-discarica
Limoncino, il comitato vuole denunciare i cugini Bellabarba
Juna Goti
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LIVORNO. Il comitato anti discarica è pronto a tornare in Procura: questa volta per denunciare direttamente i cugini Bellabarba. Ad annunciarlo, ieri pomeriggio, è stato l'avvocato degli abitanti, Patrizio Rossi, nel corso di un'assemblea indetta ai piedi del monte La Poggia. «Sto preparando una querela contro Paolo e Federico - conferma - per esercizio arbitrario delle loro ragioni e violenza privata». C'è da chiarire che il riferimento è all'utilizzo "industriale" di via del Limoncino, «nonostante il parere contrario dei diretti interessati». Il rompicapo della strada. I frontisti di via del Limoncino hanno deciso di installare all'angolo con via della valle Benedetta un cartello che indica il divieto di accesso per i mezzi superiori ai 35 quintali. «Ma i Bellabarba - ripete Rossi - hanno continuato a fare arrivare i camion. Così abbiamo deciso di prendere le targhe e fotografare tutti gli autisti che non rispettano la cartellonistica». Il punto, però, è un altro: gli abitanti avevano davvero il diritto di piazzare i divieti? Secondo i privati proprietari della cava (che hanno in mano tutte le autorizzazioni della Provincia e a loro volta hanno già presentato un esposto in procura) «assolutamente no». Della stessa idea anche il vicesindaco con delega all'ambiente, Cristiano Toncelli. Perché, allora, nessuno è mai andato a toglierli? La strada è pubblica o privata? Come sottolinea Rossi, sulla vicenda regna una gran confusione. «O è vicinale privata - dice - e quindi gli abitanti hanno tutto il diritto di regolamentarla come meglio credono (tant'è che per un po' di tempo c'è stata anche la sbarra), oppure è sì vicinale, ma di natura pubblica. In questo caso siamo pronti a denunciare l'amministrazione che in tutti questi anni è stata totalmente inadempiente: perché non ha mai partecipato alle spese come dice la legge? Perché Aamps non è mai venuta per la pulizia? Perché ai portatori di handicap è stato scritto che i mezzi pubblici non possono salire lungo via del Limoncino, visto il carattere privato dell'area?». Guerra di carte bollate. La lista di denunce, querele, esposti che sta accompagnando la realizzazione della discarica è quasi più lunga della documentazione autorizzativa. Il comitato ha presentato esposti alla Commissione europea, al ministero dell'ambiente, al sottosegretario alla salute, alla procura. Anche i Bellabarba si sono rivolti agli organi competenti. E a questo punto sembra che a tirar fuori tutti (compresa la politica) dal caos debbano essere i magistrati. «Stiamo valutando - chiude l'avvocato Rossi - se intraprendere un'azione civile chiedendo al giudice la sospensione dei lavori fino al pronunciamento. Intanto ci piacerebbe sapere perché nelle carte che accompagnano il rilascio delle autorizzazioni sono scomparse alcune abitazioni, compresa la mia, che si trovano a 100 metri dalla futura discarica».
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