Il Tirreno

Livorno

Folla alla festa della Folgore

Folla alla festa della Folgore

Migliaia di persone alla Vannucci e agli stand della Rotonda

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 LIVORNO. Bagno di folla per la Brigata Folgore che ieri ha celebrato il 68º anniversario della battaglia di El Alamein, quando i parà si immolarono scontrandosi con le truppe alleate. E nel ricordo di quell'eroico sacrificio ieri si è svolta la festa della Brigata, la mattina alla caserma Vannucci, il pomeriggio alla Rotonda di Ardenza, dove la Folgore ha allestito una serie di stand per illustrare al pubblico le proprie caratteristiche e i propri sistemi d'arma.  Il piatto forte è stato l'appuntamento alla Vannucci. La caserma è stata presa d'assalto da di ex parà, familiari dei militari in servizio, ma anche da livornesi. Presenti anche le autorità civili e militari, col generale Giuseppe Valotto, capo di stato maggiore dell'esercito, mentre l'assessore Valter Nebbiai rappresentava il sindaco, impegnato a Firenze.  Così circa 3mila persone che gremivano le tribune allestite sul piazzale, mentre davanti a loro si schieravano i reparti della Brigata, 1.200 tra uomini e donne in divisa inquadrati nei diversi reggimenti.  Ieri è stata anche la prima giornata ufficiale che ha visto il comandante della Brigata, Carmine Masiello, mettere i gradi di generale sulla sua mimetica e con questi condurre la sfilata dei reparti. Grandi applausi ai reggimenti che sfilavano sulle note della banda della Folgore, e che ha visto il ministro della Difesa Ignazio La Russa, appena arrivato in caserma, andare tra il pubblico a stringere mani e ricevere la sua buona dose di applausi.  E' stata poi la volta delle orazioni: il generale Masiello, dopo aver reso anore ai caduti, ha sottolineato i valori che accompagnano il servizio nei parà, come lo spirito di sacrificio e la dedizione al dovere che sono, più che i sistemi d'arma, la vera forza della Brigata.  Il generale Valotto, poi rivolgendosi ai suoi «bravissimi paracadutisti» ha ricordato a sua volta i caduti della brigata, e in particolare il capitano Romani, ucciso poche settimane fa in azione in Afghanistan. Ma il capo di stato maggiore, ha voluto sottolineare altre due cose, il fatto che la Brigata dimostri sul campo la validità della "via italiana" durantre le missioni all'estero, mettendo in campo una capacità che molti ci invidiano di instaurare un corretto rapporto con le popolazioni locali. E allo stesso tempo ha ricordato come i fatti abbiano dimostrato come la Brigata sia ormai parte integrante di Livorno.  Poi ha parlato il ministro La Russa, che ha ricordato anche come ad El Alamein combattè, nella divisione Pavia, suo padre Antonino. E sempre a riguardo di quella battaglia, La Russa ha sottolineato come per anni i parà si sono dovuti accontentare degli onori che gli tributò il nemico, e che solo da qualche anno "una patria matrigna" ha permesso che questo fatto potesse esere celebrato anche in Italia. Allo stesso tempo La Russa ha posto l'acento che le forze armate ormai non sono più viste, come le dipingeva una certa propaganda, come gente caciarona o peggio ancora un po' golpista, ma sono invece sentite come un baluardo della libertà e dell'identità nazionale.  A questo punto è stato decorato con la Croce d'argento al merito il colonnello Aldo Zizzo, per quanto fatto durante la missione di pace in Libano che nel 2007 mise fine la conflitto tra questo paese ed Israele. Poi, dopo i lanci di precisione col paracadute, la sfilata conclusiva, ancora una volta tra gli applausi del pubblico, col generale Masiello che, rompendo il suo aplomb militare, si è lasciato andare ad un sorridente gesto di saluto al pubblico.  E nel pomeriggio altro gagno di folla, questa volta alla Rotonda, richimata dagli stand della Folgore che illustravano la sua attività, mettendo in mostra anche armi, come mortai, mitragliatrici e fucili, ma anche diversi veicoli armati, alcuni dei quali blindai, come i "Lince", accanto a moto e tricicli fuoristrada paracadutabili.

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