Gioco
LEONARDO PASQUINELLI
Correva l'anno 1976 quando mio fratello...
Riccardo Pasquinelli
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Correva l'anno 1976 quando mio fratello Leonardo caricò la sua roba su una vecchia Renault 4 e se ne andò a Genova. Insieme all'amico giornalista Nino Pirito era stato assunto nella tv del quotidiano «Il Secolo XIX»: un posto vero in un ambiente professionale, dopo gli anni un po' avventurosi della gavetta nelle tv livornesi. Aveva cominciato ragazzo facendo il cameraman a Teletirreno1, per poi passare a Tvl TeleLivornolibera, un'esperienza con un gruppo di giovani brillanti che si vedevano spalancare di fronte il mondo di una tv che usciva dal monopolio Rai e scopriva nuove praterie.
Da Genova Leonardo passò a Milano, a Rete4, che poi confluì nel gigante Fininvest. E qui la sua carriera è partita come un missile: macché telecamera e sala montaggio, là c'era da mettere in piedi i programmi, crearli, gestire i personaggi scelti per il video, formare gli staff operativi. Lì ha dimostrato tutte le sue capacità per poi passare a Endemol, l'azienda (diventata un colosso grazie al Grande Fratello) che produce e vende programmi per tutte le reti. Vicepresidente di Endemol Italia (presidente è Paolo Bassetti), ora è uno degli uomini tv di punta nel nostro paese.
Eppure partì da zero: dopo lo scientifico a Livorno s'iscrisse all'università, fece qualche lavoretto al porto (dove lavora con successo il terzo fratello, Fabio) e dette solo un esame a Scienze politiche, poi si buttò sulla tv. Estroverso e brillante fuori quanto taciturno e riservato in casa, barba e capelli neri, secco come un fachiro, era un ragazzo che non si accontentava del solito tran tran e quando gli amici livornesi organizzarono un memorabile viaggio in macchina fino all'India abbandonò anche Genova e se ne andò con loro attraversando una fetta di Asia per fermarsi a Calcutta.
Rientrato in Italia eccolo a Rete4, che poco dopo sarebbe entrata nella Fininvest. Fu quella che lui ora definisce «la terza monetina fortunata» della sua vita lavorativa: la prima fu Genova, la seconda l'assunzione a Rete4. Lì dentro la carriera è corsa sempre più avanti. Si è occupato di Bonolis e della Gialappas fino dai loro inizi, ha curato programmi di tutti i tipi, generalmente di intrattenimento. Il mensile Class vent'anni fa cercò di individuare i giovani che avrebbero avuto successo e con Veltroni, Casini, il banchiere Passera e tanti altri in questa galleria ci mise anche lui.
Previsione azzeccata: la nostra mamma si tiene gelosamente quella copia della rivista in salotto, lui ha perso l'accento livornese, ha tagliato un bel po' i capelli e dopo aver rifiutato l'università lo invitano negli atenei a tenere lezioni agli studenti di Scienze delle comunicazioni. Quando si dice i casi della vita...
Da Genova Leonardo passò a Milano, a Rete4, che poi confluì nel gigante Fininvest. E qui la sua carriera è partita come un missile: macché telecamera e sala montaggio, là c'era da mettere in piedi i programmi, crearli, gestire i personaggi scelti per il video, formare gli staff operativi. Lì ha dimostrato tutte le sue capacità per poi passare a Endemol, l'azienda (diventata un colosso grazie al Grande Fratello) che produce e vende programmi per tutte le reti. Vicepresidente di Endemol Italia (presidente è Paolo Bassetti), ora è uno degli uomini tv di punta nel nostro paese.
Eppure partì da zero: dopo lo scientifico a Livorno s'iscrisse all'università, fece qualche lavoretto al porto (dove lavora con successo il terzo fratello, Fabio) e dette solo un esame a Scienze politiche, poi si buttò sulla tv. Estroverso e brillante fuori quanto taciturno e riservato in casa, barba e capelli neri, secco come un fachiro, era un ragazzo che non si accontentava del solito tran tran e quando gli amici livornesi organizzarono un memorabile viaggio in macchina fino all'India abbandonò anche Genova e se ne andò con loro attraversando una fetta di Asia per fermarsi a Calcutta.
Rientrato in Italia eccolo a Rete4, che poco dopo sarebbe entrata nella Fininvest. Fu quella che lui ora definisce «la terza monetina fortunata» della sua vita lavorativa: la prima fu Genova, la seconda l'assunzione a Rete4. Lì dentro la carriera è corsa sempre più avanti. Si è occupato di Bonolis e della Gialappas fino dai loro inizi, ha curato programmi di tutti i tipi, generalmente di intrattenimento. Il mensile Class vent'anni fa cercò di individuare i giovani che avrebbero avuto successo e con Veltroni, Casini, il banchiere Passera e tanti altri in questa galleria ci mise anche lui.
Previsione azzeccata: la nostra mamma si tiene gelosamente quella copia della rivista in salotto, lui ha perso l'accento livornese, ha tagliato un bel po' i capelli e dopo aver rifiutato l'università lo invitano negli atenei a tenere lezioni agli studenti di Scienze delle comunicazioni. Quando si dice i casi della vita...
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