Il Tirreno

Livorno

«Siamo sfrattati, ci aiuti il Comune»

Stefano Canessa con la moglie Rossella Chiedono al Comune una casa popolare
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Stefano Canessa con la moglie Rossella Chiedono al Comune una casa popolare

La coppia è senza lavoro: finiremo per dormire in strada

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 LIVORNO. Lui ha un lavoro saltuario e lei è casalinga. Dal 14 ottobre dormono a casa della nipote, perché sono stati sfrattati. Nell'auto hanno coperte, lenzuola e quei pochi oggetti che hanno portato via da quella che da sette anni era casa loro. La loro utilitaria è diventata anche la cuccia del loro cane e presto, se il Comune non li aiuterà, anche loro finiranno per dormire in macchina. Stefano Canessa e sua moglie Rossella fino a pochi giorni fa vivevano in una casa in via Garibaldi. Un'abitazione presa in affitto da privati, per 500 euro al mese. Solo che da tre anni i due non pagano il canone di locazione, così sono stati sfrattati. «Ci hanno buttato fuori come animali - dice Canessa -. Lunedì scorso e anche stamani (ieri, ndr) siamo andati agli uffici comunali, sia quelli in via Pollastrini che quelli per le emergenze abitative. Ma ci hanno detto che c'è poco da fare, per noi non c'è posto da nessuna parte». Moglie e marito sono disperati, perché negli ultimi giorni hanno dormito dalla nipote, ma da oggi non possono più rimanere lì. Devono trovare un'altra sistemazione. E chiedono aiuto all'amministrazione. «Prima che ci dessero lo sfratto - dice Rossella - abbiamo fatto richiesta per ottenere una casa popolare. Siamo senza reddito, ma ci hanno detto che posto per noi non c'è da nessuna parte. E adesso cosa facciamo? Non possiamo dormire in macchina per molto tempo. Chiediamo una casa dove andare, altrimenti finiremo per strada». A.C

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