Sicurezza
Il sindaco dopo le parole dei vigili di Pisa
«Rom, non gestiamo problemi di altri Comuni»
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Cosimi 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Sono sempre più convinto che le politiche sull'immigrazione ed in particolare quelle da sviluppare nei confronti dei rom, abbiano bisogno di un sistema che parta da una dimensione quanto meno regionale, solo così potremo dare delle risposte coordinate». Queste le riflessioni del sindaco Cosimi, dopo le parole che secondo l'associazione Africa Insieme il comandante dei vigili urbani di Pisa, Massimo Bortoluzzi, avrebbe detto durante un sopralluogo a un campo nomadi nel pisano. Parole che, secondo un testimone che avrebbe registrato la conversazione tra Bortoluzzi e una nomade, invitavano i rom ad andarsene e rivolgersi altrove, magari nelle zone di Cascina, San Giuliano o a Livorno. Il primo cittadino livornese tende ad acquitare ogni polemica, ma tira in ballo la vicenda della famiglia Dibran sfrattata nelle scorse settimane. «A proposito delle parole del comandante dei vigili urbani di Pisa - prosegue Cosimi - che ho udito in rete, devo dire con franchezza che credo siano state più il frutto di un momento, di un attimo di tensione, che non di una volontà negativa nei nostri confronti. E' comprensibile che in un contesto così scappi una parola di più, anche se, forse, ad alcuni ruoli non sarebbe consentito. Non voglio però farne un problema». Il sindaco sottolinea anche che spera solo «di riuscire a trovare una sistemazione anche per la famiglia Dibran. Non intendiamo pagare la morosità, che è stata fatta da "Città Sottili", non siamo disponibili a dare cifre che consentano a qualcuno di dire che, da domani, noi ci occupiamo di queste famiglie che, in sostanza, sono state messe qui a nostra insaputa». Cosimi chiarisce la necessità di un coordinamento sovracomunale per affrontare situazioni di emergenza abitativa. «Questo lo facciamo non perché i servizi sociali non se ne siano occupati - sottolinea il primo cittadino -, da anni seguono questa famiglia, c'è però una necessità, al di là delle parole dell'altro giorno, di trovare forme di coordinamento, perché se noi facessimo l'opposto, e mettessimo delle famiglie a Pisa, sarebbe scorretto. Dopodiché capisco che alcune associazioni avvertano queste parole come elementi sgradevoli, ma non voglio minimamente né farne un caso, né considerarle una cosa rivolta verso di noi».
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