Il Tirreno

Livorno

Matteoli stoppa Piccini «Non credano di impormi un nome»

Cristiano Meoni
Il ministro dei trasporti Altero Matteoli
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Il ministro dei trasporti Altero Matteoli

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 LIVORNO. «Guardi» ammonisce Matteoli, abbandonando per un attimo il tono pacato. «Io non voglio commissariare l'Autorità Portuale ma non si credano di impormi un nome. Si sbaglierebbero di grosso. Io non voglio imporre candidati ma nemmeno farmeli imporre, e su questo sarò determinato».  E' appena terminato l'incontro alla libreria Belforte, dove il ministro dei trasporti Altero Matteoli ha presentato il libro di Elio Cadelo «Quando i romani andavano in America». Un'ora di divagazioni storico-scientifiche, una piacevole digressione in una saletta troppo piccola dove fanno capolino i Neri (Giorgio), i Fremura (Silvio), Angelo Mancusi e Luciano Canepa. Venuti lì per salutare il ministro ma anche per vedere che aria tira. E l'aria che tira indica burrasca: per Roberto Piccini, anche se - rispondendo alle nostre domande - Matteoli si è ben guardato dall'esprimere giudizi.  Ministro, in alcune interviste lei aveva detto che si sarebbe accontentato di due candidati alla presidenza dell'Autorità Portuale, che le davano comunque una possibilità di scelta. Poi ne ha chiesti tre, spiazzando tutti.  «C'è una sentenza del Consiglio di Stato che obbliga il ministro a scegliere fra tre nomi. E, siccome mi sono arrivati due nomi, li ho dovuti rimandare indietro».  Quando ha nominato il presidente dell'Autorità Portuale di Piombino però si è accontentato di due nomi.  «Ma questa sentenza del Consiglio di Stato è successiva al caso di Piombino. Il Consiglio di Stato chiede di attenersi alla legge e la legge parla di terna di nomi. E io voglio tre nomi».  Dunque la prima rosa deve considerarsi respinta? Siamo già alla seconda terna prevista dalla legge?  «No, io non ho respinto un bel niente, ho solo chiesto che mi mandino la terna. Siamo ancora alla prima terna».  Soddisfatto dei nomi che le sono arrivati sinora? Nardi e Piccini?  «Aspettiamo il completamento della terna, non vedo perchè mi dovrei esprimere su due nomi».  La volontà prevalente degli enti designanti è per la riconferma del presidente uscente: lo hanno indicato i Comuni di Livorno e Capraia e la Provincia.  «Guardi, si è scritto che io voglio fare commissariamenti. No, non è vero. Io non voglio commissariare nessuno e non voglio imporre nomi. Ma non voglio nemmeno che mi si imponga un nome. Ho chiesto una terna e quando arriverà cercherò un accordo con la Regione».  Come valuta le firme raccolte a favore di una riconferma di Piccini?  «Semplice, la legge non prevede raccolte di firme».  Ha parlato con il presidente della Regione, Enrico Rossi?  «Con Rossi, finora, sono sempre riuscito a trovare accordi su tutti gli argomenti affrontati e spero di fare altrettanto anche stavolta. E credo che ce la faremo, perchè io e Rossi abbiamo la stessa formazione e chi fa politica sa che al termine di un percorso c'è sempre un accordo».  Ripeto: ma del caso Livorno ha parlato con Rossi?  «No, finchè non arriverà la terna non ci parlerò».  Ha visto che il porto di Livorno non rientra nei quaranta porti principali considerati dall'Unione Europea per lo scenario del 2030?  «Sì, ho visto e sono subito intervenuto. Stiamo facendo verifiche perchè Livorno venga reintrodotta».  Parliamo del Pdl, un partito scosso da spinte centrifughe e da rischi di frammentazione. Anche in Toscana.  «E' fisiologico che, quando i partiti sono grandi come il nostro, qualcuno possa non essere d'accordo. Ma non sono preoccupato. Non ci sono motivi politici per dividersi».  E a Livorno? Il Pdl era spaccato in due e ora potrebbe spaccarsi in tre.  «Questo non lo so. So soltanto che il Pdl a Livorno è uno ed è quello che i responsabili regionali hanno riconosciuto. Gli altri Pdl non esistono».  Con la delibera del Cipe sembra complicarsi la realizzazione dell'autostrada Tirrenica: il Lotto Zero Chioma-Maroccone si farà?  «Certamente, così come la 398 di Piombino. Rientrano negli accordi che abbiamo preso con la Sat e sono la condizione per il rilascio della concessione».  E le compensazioni finanziarie, che si vorrebbero utilizzare per l'adeguamento della variante?  «Oltre al Lotto Zero e alla 398 altri impegni con noi la Sat non ne ha presi. Se poi abbia fatto accordi con gli enti locali, io non lo so».  Tornando alla nomina del presidente dell'Autorità Portuale: quasi sicuramente non sarà fatta entro la scadenza del 6 dicembre. Si andrà dunque in prorogatio per 45 giorni, come prevede la legge?  «Continuo a pensare che si possa trovare un accordo già con la prima terna. Ma, lo ripeto, non credano di impormi un nome».   I candidati in corsa Il ministero dei trasporti ha chiesto agli enti locali di presentare una terna di candidati per la presidenza dell'Autorità Portuale. Finora sono stati designati Roberto Piccini, presidente uscente, sostenuto da Comune di Livorno, Comune di Capraia e Provincia, e Roberto Nardi, candidato dalla Camera di Commercio di cui è presidente. Resta da fare un terzo nome: i nomi che circolano sono quelli di Piero Nocchi, Mauro Penco e Alfredo Fontana. Se la terna dovesse essere respinta, non potendo essere riproposti gli stessi candidati, potrebbero essere messi in campo Angelo Roma e Riccardo Conti.

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