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La Russa all'anniversario di El Alamein"Il vostro sacrificio per la nostra sicurezza"
Il ministro della Difesa alla caserma Vannucci nel giorno delle celebrazioni per il 68esimo anniversario dalla battaglia di El Alamein. L'omaggio ai militari caduti nelle missioni all'estero. Ma tiene banco anche la politica nazionale
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«Sono qui, davanti ai reggimenti della Folgore, eccellenza delle nostre forze armate, perchè voglio rendere omaggio deferente ancora una volta a tutti i nostri caduti, che hanno perso la vita per adempiere al loro giuramento e per rendere più sicure le nostre case e le nostre famiglie». Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, stamani alla caserma "Vannucci" di Livorno, durante il suo intervento alla cerimonia per il 68° anniversario della battaglia di El Alamein.
«Ed è per questo che i nostri soldati - ha aggiunto il ministro davanti ai reparti schierati della Folgore - rischiano ogni giorno la vita nei teatri internazionali e qualche volta la offrono alla patria».
A margine della celebrazione, il ministro della Difesa è tornato anche sulla vicenda dei fischi rivolti dai tifosi livornesi di recente durante il minuto di silenzio in memoria del tenente dei paracadutisti della Folgore, Sandro Romani, ucciso in un attentato in Afghanistan: «Si tratta purtroppo - ha detto La Russa - di una fetta di persone che da molti anni mostra livore nei confronti della Folgore, ma ciò non significa che la città di Livorno non sia consapevole di avere al suo interno un'eccellenza come la Folgore».
La Russa ha anche parlato della riforma della giustizia: «Immaginare come fa qualcuno che niente debba cambiare è veramente un errore madornale». Il ministro, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla possibilità di ritirare il lodo Alfano dopo le perplessità del Quirinale, ha aggiunto: «Il presidente Berlusconi ha sempre detto che ritiene la riforma della giustizia un motore dello sviluppo per l'Italia e non un modo per frenarlo. Poi bisogna mettersi d'accordo sui contenuti della riforma stessa, ma di sicuro non si può restare fermi».
«Ed è per questo che i nostri soldati - ha aggiunto il ministro davanti ai reparti schierati della Folgore - rischiano ogni giorno la vita nei teatri internazionali e qualche volta la offrono alla patria».
A margine della celebrazione, il ministro della Difesa è tornato anche sulla vicenda dei fischi rivolti dai tifosi livornesi di recente durante il minuto di silenzio in memoria del tenente dei paracadutisti della Folgore, Sandro Romani, ucciso in un attentato in Afghanistan: «Si tratta purtroppo - ha detto La Russa - di una fetta di persone che da molti anni mostra livore nei confronti della Folgore, ma ciò non significa che la città di Livorno non sia consapevole di avere al suo interno un'eccellenza come la Folgore».
La Russa ha anche parlato della riforma della giustizia: «Immaginare come fa qualcuno che niente debba cambiare è veramente un errore madornale». Il ministro, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla possibilità di ritirare il lodo Alfano dopo le perplessità del Quirinale, ha aggiunto: «Il presidente Berlusconi ha sempre detto che ritiene la riforma della giustizia un motore dello sviluppo per l'Italia e non un modo per frenarlo. Poi bisogna mettersi d'accordo sui contenuti della riforma stessa, ma di sicuro non si può restare fermi».
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