La protesta
Cantù è il nuovo assessore al sociale
Alessandro Guarducci
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Il sindaco Cosimi presenta in sala giunta il nuovo assessore al sociale Cantù che accenna un sorriso La nomina è arrivata dopo 175 giorni di vuoto in giunta Ma il suo è stato un sì a denti stretti. «Ho accettato solo perché c'era bisogno»
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LIVORNO. Le previsioni delle vigilia sono state rispettate: Gabriele Cantù è il nuovo assessore al sociale e all'emergenza abitativa. Ma sulla sua nomina c'è stata grande suspance per quasi tutta la mattinata: Alessandro Cosimi ha incassato il sì del capogruppo del Pd solo dopo un faccia a faccia che si è protratto per quasi tre ore. Sorrisi e capo chino. La porta dell'ufficio del sindaco si è infatti aperta solo alle 11,40, dieci minuti dopo l'orario fissato per la presentazione, e nella sala dele cerimonie hanno fatto il loro ingresso il sindaco e il neoassessore. Segno evidente che l'incontro si era concluso solo da poco. Cosimi ha sfoggiato il sorriso dei giorni migliori, esibendo così la soddisfazione per essere riuscito a portare a termine - seppur in extremis - un'operazione molto delicata come il completamento della giunta. Cantù si è invece presentato a capo chino, teso e col volto tirato, evidentemente logorato dalla lunga resistenza e soprattutto dalla resa finale. Cosimi: è l'uomo giusto. Un contrasto di sentimenti che è emerso con grande evidenza nel corso della conferenza di presentazione che è andata in scena poco dopo in sala giunta. Il sindaco, per prima cosa, ha elencato le deleghe assegnate: politiche sociali, emergenza abitativa e gestione alloggi, rapporto con Lode e Casalp, politiche di inclusione e integrazione sociale, politiche delle pari opportunità, piano dei tempi della città, rapporti con l'associazionismo e volontariato. Deleghe importanti. «Sono deleghe molto importante, che stanno dentro uno scenario delicato e che hanno necessità di una capacità operativa immediata», ha dichiarato Cosimi che poi ha voluto sottolineare il rapporto di fiducia che lo lega a Cantù. «E' il momento in cui stiamo costruendo il bilancio 2011 - afferma il sindaco - e in questo contesto la scelta di Gabriele Cantù ha due caratteristiche: quella di un rapporto nato all'interno di una comune appartenenza a una forza politica e quella di una personale stima e fiducia che nasce da tempi immemorabili». «Ho accettato perché...» Cantù, col tono pacato che lo contraddistinge ma senza nascondere la preoccupazione per una scelta davvero sofferta, ha risposto ringraziando il sindaco «per l'enorme fiducia che mi ha dato», e poi ha aggiunto che «farò di tutto per dimostrare che è ben riposta». Quindi ha chiaramente spiegato come si è arrivati alla sua nomina. «Io sono sempre pronto a mettermi a disposizione quando c'è bisogno - dice - e in questa circostanza mi è stato detto che il bisogno era grande: ecco perchè ho accettato. La richiesta del sindaco è stata molto pressante». 175 giorni di interim. Il sindaco ha ripreso la parola per spiegare le ragioni di questa scelta fortemente voluta e arrivata dopo 175 di interim. «Non solo l'esperienza - afferma Cosimi - ma anche la caratura culturale e le modalità con cui Cantù si è avvicinato alla politica sono per questa delega un elemento di garanzia. Non si è avvicinato alla politica attraverso percorsi professionali o professionalizzanti, mentre è portatore di esperienze maturate nella scuola, nel volontariato e nel rapporto con le famiglie disagiate. Con l'associazionismo ha mostrato, nella propria esperienza professionale, la costruzione di un percorso autonomo che gli consente di riempire questi criteri». La sanità. Cosimi ha quindi annunciato che manterrà la delega alla sanità, separandola quindi da quella del Sociale. «L'inizio dell'incarico a Cantù - dice - cade proprio nel periodo del referendum sull'ospedale e credo che l'aver attrezzato questo percorso del sociale separandolo da un elemento di complessità e anche di conflittualità che riguarderà l'offerta di salute del nostro territorio, sia un modo per dare anche risposte che stiano al di fuori dalla contesa referendaria». Emergenza casa. Nelle sue conclusione, il neoassessore ha quindi guardato al futuro. «La delega - dichiara - è di quelle da "far tremare i polsi", non solo perché il settore è già di per sé molto delicato, ma anche perché è quello su cui più profondamente si ripercuote la crisi del Paese. Ed è anche un settore su cui purtroppo si abbattono tagli pesanti da parte del Governo. Farò tesoro dell'esperienza che ho vissuto insegnando per più di trent'anni in un quartiere difficile come Corea e che sarà per me un aiuto per approcciare i problemi e inoltre chiederò "ripetizioni" a chi ha lavorato in questo settore prima di me: telefonerò sicuramente ad Alfio Baldi. E la prima questione che intendo affrontare è quella dell'emergenza casa legata agli sfratti».
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