Gioco
De Tomaso, salta tutto L'Europa non sblocca i soldi per la formazione
Cristiano Meoni
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La protesta degli operai 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Una maledizione sembra essersi accanita contro i 153 lavoratori ex-Delphi riassorbiti dalla De Tomaso ma ancora in cassa integrazione. Sembrava fatta e invece ecco un nuovo intoppo. L'Unione Europea non sblocca il finanziamento dei corsi di formazione che dovranno seguire i 1150 lavoratori sparsi tra Torino e Livorno. E senza formazione, niente produzione e addio sogni di auto "Made in Livorno". I fondi - oltre 10 milioni di euro - sono statali. Ma per essere erogati c'è bisogno del nulla osta del commissario europeo per la concorrenza, che certifichi che non si tratta di un aiuto di Stato lesivo della concorrenza. Sopra una certa cifra, infatti, i fondi dovrebbero essere assegnati con una gara. Il ministero del welfare ha chiesto il nulla osta ma già diverse volte Bruxelles ha reclamato integrazioni alla documentazione presentata. «E il fatto che per due volte abbia insistito con le stesse domande ci lascia pensare che il problema sia politico» ragiona Sergio Fondi, sindacalista della Fim Cisl. «A questo punto - concorda Enrico Pedini della Fiom Cgil - rischia di saltare tutto». I sindacati sono allarmati. E anche l'azienda è preoccupata. Comprensibilmente. Ha annunciato al mercato che presenterà il primo modello al salone di Ginevra, nel marzo 2011, e, per quanto le compete, è in linea con i programmi: a Torino è stato costruito anche il prototipo dinamico, quello che viaggia. Ma, se non avvierà al più presto i due stabilimenti, De Tomaso non potrà prendere gli ordini. La Regione si è detta disponibile ad anticipare un milione di euro, che però servirebbero solo alla formazione degli operai di Livorno. Non ci sono soldi, invece, dalla Regione Piemonte. E perchè parta la produzione, ovviamente, c'è bisogno anche degli operai delle carrozzerie di Torino. «Il problema va risolto a Bruxelles - spiegano Fondi e Pedini - E a questo punto serve un intervento politico forte, autorevole, da parte dell'Italia».
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