Il Tirreno

Livorno

Ballano e saltano, ecco le Cheerleaders

Federica Scintu
Ballano e saltano, ecco le Cheerleaders

Ventiquattro atleti compongono il "Labronic Cheer Team", la prima vera squadra di cheerleader della città: 13 donne e 11 maschi, tra i 16 e i 40 anni

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LIVORNO. Chi pensa che le cheerleader, meglio conosciute in Italia come ragazze pon pon, siano solo in grado di urlare slogan spesso ridicoli e di interpretare balletti sexy in onore delle loro squadre del cuore, si sbaglia di grosso. Chi poi pensa che si tratti di una disciplina rivolta alle sole interpreti femminili relegate a bordo campo mentre i maschietti si godono la scena principale, sbaglia due volte. Perché se il cheerleading è sempre stata una disciplina targata made in Usa, da qualche anno anche l'Italia ne è rimasta vittima.

E Livorno in questo frangente è davvero al passo coi tempi. Ventiquattro atleti compongono il "Labronic Cheer Team", la prima vera squadra di cheerleader della città: 13 donne e 11 maschi, tra i 16 e i 40 anni, si sono buttati a capofitto in uno sport ancora in cerca di affermazione, guidati da un coach che è anche il presidente regionale della federazione italiana cheerleading. Si chiama Marco Pratesi e da cinque anni il suo obiettivo è quello di far conoscere alla città questo sport "straniero", che unisce la ginnastica alla danza in un mix di acrobazie e lanci da capogiro. «Il cheerleading non è come tanti pensano, uno sport da femminucce - dice Marco Pratesi - anzi è rude e faticoso, quindi adatto anche agli uomini. In più l'estetica non conta niente. Ciò che conta di più è l'energia che ci metti».

Tra gli atleti del "Labronic Cheer Team", c'è anche Antonio Policarpo. Ha 37 anni e per fare ginnastica con la figlia, ha pensato di buttarsi nel cheerleading: «Dopo 14 anni di judo volevo provare uno sport nuovo e da cinque anni faccio parte di questo gruppo. Prima ero scettico, ma ora ci credo al 100%».
Allenamenti duri basati sul potenziamento e sulla resistenza fisica devono essere accompagnati da uno studio ritmico dei movimenti. «Nel nostro gruppo ci sono anche tre coreografe e per il prossimo spettacolo stiamo preparando una coreografia di sei minuti. In più siamo stati invitati ad esibirci all'inaugurazione di un negozio: questo perché il nostro spettacolo si sposa bene con diversi tipi di eventi, non solo sportivi», dice Marco Pratesi. La divisa ufficiale del "Labronic Cheer Team" non è ancora disponibile, ma i modelli sono già stati scelti. I colori saranno rosso, giallo e nero: per le ragazze gonnellina e maglia, mentre per i ragazzi pantaloni e canotta. «Trovare degli abiti professionali per il cheerleading qui in Italia non è facile, quindi abbiamo ordinato tutto all'estero. Poi c'è il problema dei costi elevati anche perchè siamo ancora senza sponsor", dice il coach Pratesi. Per ora il "Labronic Cheer Team" non è supporter di nessuna squadra, ma l'intenzione per il futuro c'è, come sembrano esserci anche validi presupposti. Quest'anno infatti la squadra di cheerleading milanese "All Star", si è esibita poco prima dell'inizio della finale del mondiali di volley a Roma. Una novità per gli eventi sportivi italiani, che fa ben sperare anche il "Labronic Cheer Team".
Fondamentali per questa disciplina però, sono anche le sfide con altri gruppi di cheerleading, che permettono di mantenere alto il livello di agonismo. A dettare legge nelle competizioni di categoria sono energia, eleganza e creatività, elementi che la giuria giudica indispensabili ai fini del risultato finale. «Il cheerleading acrobatico di alto livello non è più un gioco: ci si può fare davvero male - dice Marco Pratesi - Le ragazze vengono spinte in aria e possono anche arrivare a sei metri d'altezza.

La fiducia tra i componenti della squadra non può e non deve mancare». Uno sport di squadra a tutto tondo insomma, sempre in cerca di nuovi spunti per migliorarsi. «Noi ci ispiriamo più alle cheerleader giapponesi che a quelle statunitensi, perché sono davvero delle ottime ginnaste», dice Marco Pratesi. In attesa di potersi cimentare in una sfida a livello nazionale tra squadre professioniste di cheerleading acrobatico, gli atleti di Marco Pratesi si "accontentano", si fa per dire, di prendere parte ai mondiali di ginnastica previsti per il 2011 a Losanna.

L'organizzatore è Gymnaestrada e già quattro anni fa gli atleti livornesi furono protagonisti del mondiale a Lisbona con una coreografia tutta basata sui cartoni animati: le acrobazie e i salti riuscirono davvero bene, nonostante i costumi fossero davvero ingombranti!

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