Gioco
A giudizio i furbetti del cartellino
Luciano De Majo
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Il distretto Asl di via della Fiera di SantAntonino Due tecnici e due medici devono rispondere di truffa, ma sono stati assolti dal falso
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LIVORNO. Due tecnici di radiologia e due medici convenzionati con l'Asl sono stati rinviati a giudizio, con l'accusa di truffa. Secondo l'accusa, in sostanza, si sarebbero coperti a vicenda con le timbrature del cartellino risultando al lavoro anche quando non c'erano. Teatro della vicenda, il distretto sanitario di via della Fiera di Sant'Antonino. I quattro che a febbraio 2011 dovranno comparire davanti al giudice monocratico sono i tecnici di radiologia Rudy Lenci, 57 anni, e Rosella Folino, 47 anni, e i medici Ermanno Pasero, 63 anni, e Augusto Cosci, 56 anni. I primi tre sono livornesi, Cosci invece è pisano. Il giudice dell'udienza preliminare Gianmarco Marinai ha accolto, così, la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pubblico ministero Massimo Mannucci solo per uno dei due capi d'imputazione per i quali la Procura aveva aperto la sua indagine: truffa aggravata da un lato, falso dall'altro. Per il falso, il giudice ha ritenuto di dover assolvere i quattro operatori dell'Asl alla luce di alcuni pronunciamenti della Cassazione per i quali il cartellino, anzi il badge che viene "strisciato" nelle apposite macchinette al momento dell'ingresso e dell'uscita dal lavoro, non ha valore di certificazione. Secondo la più recente giurisprudenza, la natura ormai privata del rapporto di lavoro anche all'interno delle aziende sanitarie (che restano pur sempre pubbliche) rende il cartellino uno strumento di lavoro ma non può certificare l'integrazione del reato di falso in atto pubblico. L'Asl, che in questo procedimento si è costituita parte civile, ha seguito per mesi le mosse dei quattro addetti, dopo aver ricevuto segnalazioni da parte dei cittadini, degli utenti che si rivolgono al distretto di Fiorentina per i prelievi di sangue o per le visite specialistiche. Ci sono stati appostamenti da settembre 2008 fino ai primi mesi del 2009: per accertare i reali comportamenti dei quattro, l'Azienda si è anche affidata a un'agenzia investigativa privata. E da qui il procedimento disciplinare iniziale si è trasferito nelle aule giudiziarie cittadine. Nell'agosto dello scorso anno la richiesta di rinvio a giudizio dei magistrati. Ieri il processo è stato fissato. LE ACCUSE Due le ipotesi di reato originarie a carico dei quattro operatori del distretto di via della Fiera di Sant'Antonino: truffa aggravata e falso. Ieri il giudice dell'udienza preliminare ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio soltanto per la truffa, mentre per quanto riguarda il falso i due tecnici di radiologi e i due medici sono stati assolti. Secondo la giurisprudenza più avanzata, infatti, la timbratura del cartellino non può certificare niente essendo stato privatizzato il rapporto di lavoro anche negli enti pubblici.
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