Il Tirreno

Livorno

Sos commercio. Batosta sulle vendite: la nostra provincia al penultimo posto in tutta la Toscana

Piccoli negozi, grande crisi

Mauro Zucchelli
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IL COMMERCIO IN DIFFICOLTÀ. Un negoziante applica alla vetrina l’adesivo che annuncia il via ai saldi

Dossier choc: mai così male le botteghe di quartiere

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 LIVORNO. Altro che batosta, per le botteghe di vicinato è una Caporetto: negli ultimi tre anni non c'era mai stata una tendenza così pesantemente negativa sul fronte delle vendite al dettaglio (meno 6,5% su base annua) per il piccolo commercio.  Stavolta non è la solita lamentazione da negoziante: è invece il dossier che ha la forza dei numeri messi nero su bianco - relativamente al secondo trimestre di quest'anno - dal Centro studi ricerche della Camera di commercio (direttore Renzo Pratesi, responsabile operativo Silvia Piccini). A cominciare dal fatto che la provincia di Livorno presenta uno dei peggiori dati tendenziali di tutta la Toscana: solo in Maremma se la cavano peggio di noi.  Il mugugno del commercio accompagna da più di un decennio il dibattito politico locale: in realtà, analizzando i report trimestrali dell'ultimo triennio, fino alla fine dello scorso anno la nostra provincia aveva mostrato per 10 volte su 11 dati migliori di quelli del resto della regione. Poi il tracollo: meno 4,5% nello scorso inverno, meno 4,2% nella primavera successiva.  Ma questa (doppia) percentuale è ancora più scioccante se guardiamo cosa c'è "dietro" il numero: per ipermercati, supermercati di rango cittadino e grandi magazzini siamo a un passo dalla crescita zero (meno 0,4%), le botteghe alimentari recuperano qualcosina rispetto all'autunno 2009 (quando avevano visto precipitare in picchiante le vendite del 7% annuo) ma sono pur sempre in negativo per la 12 volta di fila, e stavolta di quasi 5 punti.  Peggio ancora il verdetto del dossier camerale riguardo al settore extra-alimentare: meno 5,4% nel complesso, due punti in più della media regionale. Anche qui però con una grande differenziazione: per abbigliamento e accessori la flessione arriva tutt'al più al 2,6% (meno pesante che nel resto della Toscana) mentre per i negozi di «prodotti per la casa e elettrodomestici» la mazzata pesa quasi sette punti percentuali, addirittura due e mezzo rispetto alla media toscana.  Vi immaginate che questa crisi nera ammazzi i negozi? Sì, eppure paradossalmente il numero continua a crescere: alla fine del giugno scorso nella nostra provincia si contavano 40 piccole botteghe in più rispetto a dodici mesi prima. Di più ma più piccole: seppur di poco, è in calo la dimensione media del punto vendita.  E' l'indizio di qualcosa che minaccia di diventare un incubo: impossibile trovare sbocco nel lavoro dipendente, ci si arrangia a metter in piedi un negozietto magari con basso capitale iniziale e bassissimo know how pur di inventarsi un mestiere. Ma non è una via d'uscita: rischia di essere solo la somma di due crisi.

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