La protesta
Alighiero Rossi è deceduto al Limoncino
Malore fatale a 62 anni al circolo Caravan camper
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Gli amici della vittima e la polizia al circolo 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Se n'è andato in un soffio, nella sede del Caravan Camper che era un pezzo della sua vita. Alighiero Rossi aveva 62 anni. Aveva avuto qualche piccolo problema di salute ma stava bene. La sua morte, ieri alle 17 al Limoncino, è stata un'amara sorpresa per tutti. Se n'è andato sotto gli occhi impotenti di tre amici e soci del circolo ricreativo Arci, di cui lui faceva parte del direttivo. Tra loro c'era anche Antonio Di Campli, 68 anni, infermiere in pensione. È stato lui a intervenire per primo e a cercare di rianimare l'amico. Ma non c'è stato nulla da fare. Il malore fatale è avvenuto nel piccolo ufficio del circolo. Scattato l'allarme, anche gli altri soci che erano al bar si sono precipitati sul posto. Nel giro di pochi minuti sono arrivati i soccorritori della Svs e gli agenti delle volanti. Poi sono si sono aggiunti i parenti e gli amici. La salma è stata rimossa dal servizio funebre della Pubblica assistenza che l'ha portata ai Lupi. Rossi abitava in via Puglie a Coteto con la moglie Laura Plaisan, casalinga di origini francesi. I due avevano un figlio di 32 anni, Marco, che lavora alle poste alla stazione. Il sessantaduenne era in pensione già da qualche anno, prima lavorava alla Telecom. Negli ultimi anni si era dedicato anima e corpo al club di cui era socio e membro del direttivo da tempo, anche conosciuto dall'Acti, l'Associazione camper turismo internazionale. Rossi infatti si occupava di turismo e organizzava anche delle gite. Lo ricorda con affetto uno dei suoi amici più cari, Franco Ceccardi, suo ex collega e anche lui socio del circolo camper: «Era un uomo schietto, non parlava mai alle spalle. Ed era grande tifoso del Livorno». L.L.
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