Lutto
Eppure le micro-ditte non alzano bandiera bianca
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LE BOTTEGHE RESISTONO. Un commerciante alza la saracinesca del proprio negozio Meno affari, meno ordini: ma gli ottimisti sono più del triplo dei pessimisti
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LIVORNO. Mai così tremendo lo schiaffo che arriva al commercio al dettaglio: lo è per le vendite rispetto all'anno precedente (le imprese in cui sono risultate in calo sono più del quadruplo di quelle in cui sono in aumento); lo è per gli ordinativi ai fornitori nel trimestre successivo (a Livorno crescono nel 17,8% delle aziende, due punti in meno che nel resto della Toscana). Quanto basta per immaginarsi un orizzonte nero pece: eppure è la stessa ricerca dell'équipe del Centro studi camerale a indicare che il commercio non vuole mollare. Anzi, è disposto a giocarsi il match. Basti dire che, benché in mezzo a tanti guai, guardando ai dodici mesi successivi nessuna delle imprese livornesi interpellate dice di voler alzare bandiera bianca. Non solo: due operatori su tre ritengono che la situazione resterà stabile per la loro impresa nel prossimo anno. E gli altri? Gli ottimisti sono più del triplo dei pessimisti: 26,6% gli uni, 7,5% gli altri (che però nel resto della regione sono meno della metà). Le differenze si fanno ben più nette se si guarda alle dimensioni del punto vendita: ordinativi in diminuzione dal 34,5% delle piccole botteghe e solo dal 7,3% dei grandi supermercati. Di più: fra i negozi di quartiere uno su quattro (24,7%) prevede che le proprie vendite caleranno nei tre mesi successivi, fra i supermercati quest'ipotesi negativa è quasi cinque volte inferiore (5,6%). Gli ottimisti ce la fanno a superare i pessimisti anche fra gli operatori delle piccole botteghe (12,8% contro 10,1%) ma nella grande distribuzione più della metà pronostica una fase positiva (e appena il 2,2% un trend negativo). M.Z.
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