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Corsi beffa, la Procura apre un fascicolo
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La Iena Matteo Viviani lunedì sera in viale Carducci, sede della Muliebris L'indagine dopo l'irruzione delle Iene e l'articolo del Tirreno
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LIVORNO. La Procura di Livorno indaga sulla vicenda dei corsi per estetiste e parrucchiere della Muliebris che non sono stati portati a termine. Grazie all'intervento delle Iene e all'articolo del Tirreno, il procuratore capo Francesco De Leo ieri ha aperto un fascicolo: lo scopo è accertare se ci siano illeciti nella vicenda. Le studentesse delle 4 sedi della scuola in Toscana sono circa 5-600. A Livorno le ragazze sono circa un centinaio. La maggior parte di loro è stata penalizzata perché non ha potuto terminare le lezioni e quindi conseguire il diploma, riconosciuto dalla Regione. Eppure quasi tutte hanno già pagato l'intero prezzo del corso, dai 6mila ai 10mila euro. Diplomarsi per queste ragazze vuol dire iniziare a lavorare come dipendenti in centro estetico o da una parrucchiera (se il corso è biennale) o aprire un negozio per conto proprio (tre anni di scuola). La Procura vuole capire se ci siano responsabilità da parte dell'azienda o di altre persone. Per questo il fascicolo sarà affidato a un pubblico ministero e nei prossimi giorni ci saranno i primi accertamenti. Intanto stasera alle 21 andrà in onda il programma Le Iene su Italia Uno. Sulla vicenda interviene la Cna: «Il settore dell'estetica - afferma Luciana Coltellini, presidente delle estetiste Cna - è purtroppo troppo spesso soggetto ad illegalità ed abusivismo, fenomeni che danneggiano l'immagine ed il lavoro delle decine di imprenditrici che operano con professionalità e qualità e passione. La Cna fa appello agli enti di controllo preposti affinchè vigilino con attenzione sulle agenzie formative e sugli studi di estetica». L.L.
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