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LIVORNO. Bandiere sì bandiere no: tantissime le reazioni arrivate. La lettera di Ferrero Il segretario nazionale del Prc/Federazione della sinistra, Paolo Ferrero, ha indirizzato al ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini una lettera aperta sul «caso» delle bandiere comuniste affisse sulle vestigia del teatro San Marco di Livorno. «Gentile ministra Gelmini - scrive Ferrero - Onde evitare un'inutile dispendio di tempo e denaro pubblico ci fregiamo di confermare la notizia secondo cui sulla parete dell'ex teatro San Marco di Livorno sarebbero affisse non una ma ben due bandiere comuniste. Che lì sono e ben ci stanno, essendovi ininterrottamente dal 1921 con l'unica interruzione del ventennio fascista, di cui Lei converrà non essere opportuno rinverdire ulteriormente i fasti». «Come si può apprendere dilettandosi della Settimana enigmistica - prosegue Ferrero - per tutto il secondo dopoguerra la bandiera dello scandalo ha garrito dal balcone del teatro San Marco, di cui oggi rimangono poche vestigia che sostengono il retro di un istituto educativo e sulle quali è posta da tempo immemore l'inequivocabile targa commemorativa, con annesso stendardo, della fondazione del Partito comunista italiano, ivi avvenuta in un piovoso 21 gennaio 1921». «Ci permettiamo altresì di segnalare che, nel caso specifico, si tratta di una bandiera della Federazione della Sinistra, formata da Rifondazione comunista, Pdci, Socialismo 2000 e l'associazione Lavoro/solidarietà». Brava Gelmini. «Bene ha fatto la Gelmini ad inviare gli ispettori alla scuola materna a San Marco, che in passato ha ospitato anche una scuola elementare,dove campeggiano da decenni le bandiere prima del PCI e successivamente di Rifondazione Comunista». Lo scrive Emiliano Baggiani, presidente del Club delle Libertà e consigliere comunale a Collesalvetti. Che invita «Giampaolo Pansa a Livorno per presentare il suo ultimo lavoro, per ricordare cosa ha significato veramente il comunismo nel nostro Paese». E annuncia: «Chiediamo che via K. Marx a Stagno venga rinominata in "Via della Libertà"». Gazzarri stupita «Questa decisione improvvisa di inviare gli ispettori da parte del ministro Gelmini mi stupisce molto. Non è la prima volta che si cerca di speculare su un luogo che è un simbolo per la storia della democrazia in Italia». Lo dice il consigliere regionale dell'Italia dei Valori Marta Gazzarri: «Il ministro dimostra da una parte di non conoscere la storia del nostro paese e, dall'altra di avere una sfrenata voglia di sensazionalismo sull'argomento, giustificato dal fatto che sente ancora viva e scottante la figuraccia fatta con il caso della scuola di Adro, la scuola tappezzata da simboli leghisti». Bastava la targa Claudio Morganti, segretario ed europarlamentare della Lega Nord Toscana, interviene sulla vicenda delle bandiere: «Se quel luogo rappresenta la nascita del Partito Comunista - asserisce - bastava la targa. Bene ha fatto il Ministro Gelmini ad intervenire perché lì si tratta di un simbolo di Partito su un edificio ormai pubblico e non di un simbolo, come quello del Sole delle Alpi alla scuola di Adro, che, oltre ad essere simbolo della Lega Nord, è anche un simbolo che rappresenta la nostra tradizione».
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