Gioco
L'ispettrice: "No comment"Il centrodestra: via le bandiereSondaggio: vanno rimosse? Votate
"Non posso esprimere valutazioni". Sono le parole dell'ispettore del ministero Paola Biagioni (nella foto con l'assessore Roncaglia) all'uscita della scuola materna al centro delle polemiche per le bandiere comuniste
3 MINUTI DI LETTURA
"Non posso esprimere valutazioni, non solo perché la mia relazione deve essere trasmessa prima all'amministrazione che eventualmente deciderà se comunicare qualcosa e poi perché è prematuro". Sono le parole dell'ispettore del ministero dell'Istruzione Paola Biagioni, all'uscita della scuola San Marco di Livorno, intorno alle 13. Il sopralluogo dell'ispettore è durato circa un'ora.
"Questa èla mia prima visita - ha proseguito la dottoressa Biagioni -. Ho cercato di vedere il funzionamento della scuola, poi si potranno fare eventualmente altre valutazioni". L'ispettore ha anche aggiunto di "non avere ancora gli elementi" per esprimersi e di non poter entrare nel merito, e non ha escluso altre verifiche nella scuola. Tra le aree della scuola visitate insieme all'assessore all'istruzione del Comune Carla Roncaglia anche il giardino della scuola dal quale si possono scorgere una bandiera rossa e un arcobaleno con scritto "Pace".
LE REAZIONI NEL CENTRODESTRA LIVORNESE
«Quelle bandiere andavano rimosse». I vessilli di Rifondazione comunista sulla facciata del teatro San Marco hanno fatto il miracolo di metter d’accordo - per una volta almeno - le due sponde del Pdl livornese. Tanto Marco Taradash quanto Marcella Amadio, capigruppo di due tronconi separati in consiglio comunale, ritengono che dovevano essere tolti dall’amministrazione. Secondo Taradash il ministro Gelmini «ha fatto esattamente quello che doveva fare, cioè il suo dovere: verificare se corrispondesse a verità oppure no una notizia pubblicata sulla stampa, e nel caso specifico sul Giornale, secondo cui sulle mura di una scuola materna livornese garriscono le bandiere di Rifondazione comunista».
Marcella Amadio ritiene che «nessuno debba appropriarsi delle istituzioni» e ricorda di «aver denunciato il problema da anni». «Se c’è l’esigenza di celebrare un avvenimento storico, la targa che è sulla facciata è sufficiente, ma una bandiera di partito non va bene», dice ancora Amadio, che lancia una proposta provocatoria: «Se poi si decide che su quel muro ci possano stare bandiere di partito, allora invito tutti i partiti a metterci la propria, ovviamente a cominciare dal mio».
UN REGALO ALLA GELMINI
Una copia del libro di Eva Paola Amendola, "Storia fotografica del Partito comunista italiano" sarà inviata al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini dal segretario nazionale della Fgci, l'organizzazione giovanile del Pdci-Federazione della sinistra, Flavio Arzarello. "Ridicolo e strumentale" e anche "comico", secondo Arzarello, è accomunare questa situazione a quella di Adro", il comune lombardo dove il sindaco aveva allestito la scuola con i simboli del Sole delle Alpi, "utilizzando soldi pubblici". Obiettivo del "regalo" al ministro, si legge in una nota, è consentirle di verificare che "in quel luogo sorgeva davvero il Teatro San Marco". "Quella lapide e quelle bandiere sono del tutto indipendenti dal fatto che oggi nel luogo dove è stato fondato il Pci nel 1921 sorga una scuola materna", conclude Arzarello.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
"Questa èla mia prima visita - ha proseguito la dottoressa Biagioni -. Ho cercato di vedere il funzionamento della scuola, poi si potranno fare eventualmente altre valutazioni". L'ispettore ha anche aggiunto di "non avere ancora gli elementi" per esprimersi e di non poter entrare nel merito, e non ha escluso altre verifiche nella scuola. Tra le aree della scuola visitate insieme all'assessore all'istruzione del Comune Carla Roncaglia anche il giardino della scuola dal quale si possono scorgere una bandiera rossa e un arcobaleno con scritto "Pace".
LE REAZIONI NEL CENTRODESTRA LIVORNESE
«Quelle bandiere andavano rimosse». I vessilli di Rifondazione comunista sulla facciata del teatro San Marco hanno fatto il miracolo di metter d’accordo - per una volta almeno - le due sponde del Pdl livornese. Tanto Marco Taradash quanto Marcella Amadio, capigruppo di due tronconi separati in consiglio comunale, ritengono che dovevano essere tolti dall’amministrazione. Secondo Taradash il ministro Gelmini «ha fatto esattamente quello che doveva fare, cioè il suo dovere: verificare se corrispondesse a verità oppure no una notizia pubblicata sulla stampa, e nel caso specifico sul Giornale, secondo cui sulle mura di una scuola materna livornese garriscono le bandiere di Rifondazione comunista».
Marcella Amadio ritiene che «nessuno debba appropriarsi delle istituzioni» e ricorda di «aver denunciato il problema da anni». «Se c’è l’esigenza di celebrare un avvenimento storico, la targa che è sulla facciata è sufficiente, ma una bandiera di partito non va bene», dice ancora Amadio, che lancia una proposta provocatoria: «Se poi si decide che su quel muro ci possano stare bandiere di partito, allora invito tutti i partiti a metterci la propria, ovviamente a cominciare dal mio».
UN REGALO ALLA GELMINI
Una copia del libro di Eva Paola Amendola, "Storia fotografica del Partito comunista italiano" sarà inviata al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini dal segretario nazionale della Fgci, l'organizzazione giovanile del Pdci-Federazione della sinistra, Flavio Arzarello. "Ridicolo e strumentale" e anche "comico", secondo Arzarello, è accomunare questa situazione a quella di Adro", il comune lombardo dove il sindaco aveva allestito la scuola con i simboli del Sole delle Alpi, "utilizzando soldi pubblici". Obiettivo del "regalo" al ministro, si legge in una nota, è consentirle di verificare che "in quel luogo sorgeva davvero il Teatro San Marco". "Quella lapide e quelle bandiere sono del tutto indipendenti dal fatto che oggi nel luogo dove è stato fondato il Pci nel 1921 sorga una scuola materna", conclude Arzarello.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
