Il Tirreno

Livorno

«È un caso assurdo: quello è un luogo di valore storico»

Luciano De Majo
A sinistra, le bandiere di Rifondazione comunista sulla storica facciata del teatro San Marco; sopra, l’ingresso dell’asilo in via dei Floridi; a destra, il giardino dell’asilo
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A sinistra, le bandiere di Rifondazione comunista sulla storica facciata del teatro San Marco; sopra, l’ingresso dell’asilo in via dei Floridi; a destra, il giardino dell’asilo

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 LIVORNO. «Non regge il paragone con Adro, non regge proprio». Il sindaco Alessandro Cosimi ha passato la giornata di ieri a districarsi al telefono coi giornalisti di tutta Italia. E mai si sarebbe aspettato di dover dare conto del perché sul muro del vecchio teatro San Marco sventola una bandiera con la falce e martello. «Mah - sospira - forse qualcuno si è accorto solo oggi che il Partito comunista d'Italia è nato a Livorno nel 1921».  «Devono esser chiari due aspetti - dice Cosimi - il primo è che la facciata storica del teatro non è anche l'ingresso dell'asilo, che avviene invece da un altro lato dell'edificio. Il secondo è che l'asilo non è stato costruito per celebrare la storia dei comunisti d'Italia. Anche se ci fosse stato realizzato un condominio di abitazioni oppure un bar, la facciata sarebbe rimasta in piedi, con tanto di lapide. Insomma, non ci vuole molto per capire che in quel luogo nel 1921 accadde un fatto che ha influenzato fortemente la storia del Novecento italiano».  Sull'ispezione ordinata dal ministro Gelmini, Cosimi afferma che «meglio farebbe a mandare i soldi per le scuole dell'infanzia, anziché gli ispettori» e poi confessa che «ciò che mi delude è il tentativo del centrodestra di rendere Livorno una macchietta». E adesso, che succederà? Le bandiere saranno tolte? «La verità è che questa polemica rischia di fare di quelle bandiere dei simboli assoluti, una trincea», risponde il sindaco, che aggiunge: «Non so quante persone avessero fatto caso, in passato, alla presenza di quelle bandiere. Credo siano ormai entrate nell'immaginario della città, proprio per il valore storico di quel luogo».  E dalla sponda di Rifondazione comunista, il segretario provinciale Lorenzo Cosimi, tuona: «E' una squallida contropartita politica per la questione di Adro. Comunque stiano tranquilli: noi saremo lì con le nostre bandiere ogni 21 gennaio, perché in quel luogo è nato un partito che ha contribuito a restituire libertà e dignità all'Italia, a farla progredire culturalmente e economicamente». Anche il Centro politico 1921 afferma di avere le proprie bandiere «al fianco della lapide commemorativa». «Si cercano pretesti per coprire le infondate istanze leghiste e per infangare la storia dei comunisti - conclude - ma Livorno e i livornesi sapranno rispondere anche a questo attacco».

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