Toscana
«Rischio di perdere il lavoro»
Lara Loreti
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LA STORIA. Pierluigi Solinas, 69 anni, mostra una delle multe A sinistra, viale Etruria a Firenze dove è installato lautovelox Record di multe per il tassista che porta i turisti a Firenze
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LIVORNO. Otto: le multe prese. Quaranta: i punti decurtati dalla patente. 1500: gli euro da pagare, totale delle sanzioni collezionate. 50: il limite dei chilometri orari da rispettare. Tra 60 e 70: la velocità cui andava quando l'autovelox lo ha sorpreso. 44mila in tre mesi: le persone sanzionate dallo stesso autovelox. Incalcolabile: la rabbia che anima Pierluigi Solinas, tassista di 69 anni. Rischia di perdere il lavoro per la raffica di multe accumulate in viale Etruria a Firenze, dove si trova il famigerato autovelox che da qualche mese sta mietendo vittime a più non posso: Solinas infatti è in buona compagnia insieme a tutti gli automobilisti che sono passati a più di 50 km orari davanti alla macchinetta e che ora si ritrovano pacchi di verbali da pagare. «Con 40 punti in meno non ho scelta: mi tolgono la patente e non posso più lavorare. Ho una sola possibilità: prendere le chiavi e metterle in un cassetto. E riporre l'auto in garage. Punto. Ma non ci sto: farò ricorso». Sotto accusa, da parte del tassista labronico e dell'Aduc, l'Associazione per i diritti degli utenti e consumatori, il fatto che la temuta macchinetta sarebbe nascosta da stendardi e cartelli pubblicitari e quindi non sarebbe visibile a chi guida. Di origini sarde, ma nato a Livorno, Solinas abita con la moglie a Salviano, in via della Padula. Ha tre figli, tutti sposati. Da dieci anni fa il tassista, prima lavorava come rappresentante di commercio di abbigliamento. «Ho iniziato per caso, ma anche per necessità: mia moglie non lavora e i miei figli hanno continuo bisogno di un aiutino da parte del babbo. Cosa che io gli do sempre e volentieri. Ma senza lavorare, non potrei più farlo. Questo non è uno scherzo: si tratta del posto di lavoro. E io rischio di perderlo». Solinas ha 69 anni, ben portati nel suo look sportivo, e con il baffo che gli dà un tocco anni Ottanta. «Nella mia professione non ci sono limiti di età per lavorare - dice con orgoglio - Ci sono dei colleghi ancora attivi a 80 anni. E a me piace questo mestiere». E si vede. Soprattutto quando in piazza Dante tratta con scioltezza, battuta sempre pronta anche in inglese, con un gruppo di turisti diretti alla stazione marittima. «Il problema vero però - continua il gentleman dal cuore isolano - è che io ho partita Iva e non ho protezioni di tipo sindacale. Mi spiego meglio: se perdo il posto non ho diritto alla cassa integrazione, vado a casa e basta. È finita. Questo autovelox rischia di rovinarmi. E questo non è giusto». Solinas racconta per filo e per segno come è iniziata la sua avventura-incubo in viale Etruria. Narra i fatti con meticolosa precisione, sembra quasi che ricordi a memoria le otto volte in cui ha varcato quella soglia a più di 50 km/orari, colpito dal flash dell'autovelox. «Tanto per cominciare in questi dieci anni sono stato a Firenze per lavoro centinaia di volte e non ho mai preso multe - dice sicuro di sé - Ci vado spesso con i turisti: sono tanti i croceristi che sbarcano a Livorno e poi prendono il tassì per visitare le città toscane, Firenze in testa. Di solito percorro la Fi-Pi-Li, dove ci sono ben undici autovelox, sei all'andata e cinque al ritorno. Tutti ben segnalati. La funzione di queste macchinette infatti - forse qualcuno lo ha dimenticato - ma non è punire gli automobilisti, bensì rallentare il flusso veicolare. Quello di viale Etruria invece rischia di diventare solo una punizione». Le otto multe ricevute da Solinas si riferiscono al periodo che va da giugno e luglio. Ma gli sono state notificate nei giorni scorsi, quando la sua cassetta della posta è diventata una specie di porta-verbali. «Nei mesi estivi mi capita di andare a Firenze dalle 15 alle 20 volte al mese: c'è un bel flusso di turisti. Ma io quell'autovelox, all'uscita dalla città, non l'ho mai visto, è praticamente impossibile notarlo perché è nascosto da vari cartelli. E poi non bisogna dimenticare che quando si guida si deve stare attenti a mille cose. Specialmente per noi tassisti non è facile: abbiamo la responsabilità dei passeggeri. Alcuni colleghi, più accorti e fortunati di me, sono stati informati della sua presenza e quindi si sono risparmiati le multe. Appena l'ho saputo, io sono corso ai ripari. Ma ormai era troppo tardi». Questa situazione ha messo in allerta anche la famiglia Solinas: «Mia moglie è preoccupata. Ma la prossima settimana andrò all'Aduc e se non basta mi rivolgerò a un legale».
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