Sicurezza
Lordinanza del gip di Firenze
«Ecco perché cadono le accuse a Ceccarini»
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Per il gip fiorentino Angelo Antonio Pezzuti dei due elementi sui quali di basano le accuse rivolte al dottor Massimo Ceccarini, primario dermatologo dell'ospedale di Livorno, trovano «una spiegazione alternativa degna di fede», cioè quella fornita dallo stesso medico durante il suo interrogatorio. E' questa la ragione per la quale il giudice ha deciso di revocare la misura cautelare dell'obbligo di dimora, comminata due settimane prima a Ceccarini nell'ambito dell'indagine "Derma affare fatto" portata avanti dal sostituto procuratore della Repubblica di Firenze Sandro Cutrignelli. L'ordinanza di revoca, firmata dal gip, è stata depositata a pochi giorni di distanza dall'interrogatorio. L'avvocato Marco Talini, difensore di Ceccarini, ha espresso parole di soddisfazione: «In vent'anni di esperienza non mi era mai capitata una cosa del genere, cioè vedere che ad una persona sottoposta a misura cautelare, qual è l'obbligo di dimora, venisse revocata la stessa subito dopo l'interrogatorio di garanzia. E' vero che l'interrogatorio, in teoria, serve proprio a questo, ma è vero anche che, in genere, il percorso è sempre lungo e difficoltoso. Evidentemente le spiegazioni fornite da Ceccarini a Firenze, suffragate da dati, sono state convincenti. E se sono state convincenti è perché il mio assistito è palesemente estraneo a questa vicenda». Nell'ordinanza, il gip, analizzando il complesso dei colloqui fra Lotti ed altri indagati, ha scritto che «non emerge una complicità di Ceccarini rispetto a qualsivoglia progetto criminoso, ma al contrario quasi l'esistenza di un ostacolo alla rapida ed efficace realizzazione dei medesimi». Sul numero dei farmaci della Novartis prescritti ai pazienti, punto su cui si basa l'accusa a partire da una intercettazione telefonica su Lotti, Ceccarini in sede di interrogatorio ha dimostrato che soltanto a sei pazienti su undici ai quali veniva somministrato il farmaco Raptiva, nel momento in cui il Raptiva fu posto fuori commercio dal Ministero della Sanità, venne dato il farmaco della Novartis.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google