Gioco
Tennis di Ardenza, sfratto rinviato di 10 giorni
lu.dem.
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Un operaio incaricato di rompere i lucchetti della struttura Ma i proprietari contestano il Comune: «Abbiamo la sanatoria»
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LIVORNO. Altra tappa dell'ormai infinita telenovela degli impianti sportivi di Banditella, i campi di tennis che si trovano fra Antignano e i Tre Ponti finiti all'asta giudiziaria e venduti ma mai entrati nella disponibilità dei nuovi proprietari. Ieri mattina i rappresentanti della Polisportiva Ardenza sono stati oggetto di due provvedimenti: uno di esecuzione immobiliare da parte del tribunale, attraverso il quale la società che ha acquistato ciò che è finito all'asta è, di fatto, entrata in possesso delle aree. Si tratta della Codancò, soggetto livornese che aveva richiesto al tribunale di agire e che ieri si è presentata in via Nenni, rappresentata dal proprio legale, l'avvocato Antonio Castaldi, con tanto di carabinieri al seguito. Se questo primo provvedimento è stato eseguito, non ha trovato applicazione invece quello che il Comune sta cercando di concretizzare ormai dal 30 marzo del 2009, quando ha emanato un'ordinanza di sgombero dei rappresentanti della Polisportiva Ardenza (che fra l'altro vivono in quella struttura), ritenendoli abusivi. Ma la legale rappresentante della stessa Polisportiva, Franca Nardon, contesta apertamente ciò che il Comune sostiene. «Nessun problema a riconoscere che le aree sono del Comune - dice - ma la struttura no, quella è di nostra proprietà e fra l'altro è stata anche completamente sanata. Ci spieghino come hanno fatto gli uffici a concedere la sanatoria se c'erano problemi come quelli che l'amministrazione adesso pone. Può un edificio che ha avuto la sanatoria essere considerato abusivo? A noi pare un controsenso». La responsabile della Polisportiva ha comunque firmato un impegno formale davanti al dirigente comunale Tommaso Tocchini, presente ieri mattina in via Nenni insieme a diversi vigili urbani, in base al quale entro dieci giorni la struttura sarà sgomberata e tornerà, quindi, completamente libera. Stavolta il rinvio è stato breve, ma nessuno è in grado di dare garanzie sul fatto che davvero la vicenda si concluderà il prossimo 26 ottobre.
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