Il Tirreno

Livorno

«Senza scarpe in classe, non fu punizione»

«Senza scarpe in classe, non fu punizione»

La maestra delle Micheli: il bambino è stato educato, non umiliato

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Quel bambino a cui la maestra ha fatto togliere le scarpe per alcuni minuti non fu punito, ma educato a capire che non bisogna fare gesti pericolosi. Una piccola imposizione a scopo didattico che la maestra decise per il bene di tutti e soprattitto del piccolo.

È questo il senso di una lettera accompagnata dalla testimonianza della maestra delle scuole Micheli che, sostiene, ha già avuto un colloquio chiarificatore con i genitori dell'alunno. Accompagnata dalla collega Sonia Filippi, portavoce del corpo docente del plesso scolastico Micheli, la maestra spiega che hanno letto «con grande rammarico sul Tirreno che "un insegnante avrebbe tolto le scarpe a un bambino perché si dondolava sulla sedia"».

Dice la maestra: «Le scarpe sono state tolte non perché il minore si dondolava ma per far capire allo stesso che che appoggiare le zampe anteriori della sedia sulle proprie scarpoe (e quindi sui piedi) con tutto il peso corporeo aggravato dal peso della sedia e dello zaino appeso allo schienale, avrebbe sicuramente danneggiato le ossa dei piedi. Tale provvedimento - aggiunge - non era una sanzione disciplinare, come affermato sul quotidiano, bensì un invito a far comprendere che alcune posture possono rappresentare un pericolo».

E aggiunge: «Affermare "l'insegnamento non deve passare attraverso l'umiliazione" è condivisibile da tutti ma improprio perché non rispondente alla verità oggettiva». Inoltre la maestra, protagonista della vicenda, sottolinea che «l'alunno non ha manifestato segni di umiliazione e di disagio ma ha accolto tale intervento con serenità e fiducia. Nello specifico - aggiumge - l'unica umiliazione a cui possiamo far riferimento è quella provata da un corpo docente qualificato che ogni giorno si vede costretto a operare in situazioni di estremo disagio».
Anche la portavoce dei docenti, Sonia Filippi, vuole puntualizzare alcuni aspetti della vicenda che è stata resa pubblica dal Tirreno grazie alla dettagliata lettera della mamma dell'alunno e dopo aver parlato con il dirigente scolastico. Dice Sonia Filippi: giovedì mattina avevano avuto un incontro con la madre dell'alunno e la questione sembrava chiarita, anche per questo sono rimasti sorpresi dell'uscita sul giornale. «A nome di tutti i docenti - aggiunge Sonia Filippi - esprimiamo solidarietà alla collega. Molto spesso i docenti devono gestire situazioni difficili con bambini che sono portatori di situazioni di disagio extrascolastico. Ma noi - conclude - siamo sempre dalla parte dei bambini».

ASSENZA DI PERSONALE E RISCHIO CROLLO. «Se si superano le 150 persone, il pavimento crolla», afferma Giulio Profeta del Niccolini Palli. «Nel nostro istituto - aggiunge - manca il personale Ata».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web